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Terni, primo incontro al ministero sui progetti per le Acciaierie green

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Antonio Mosca
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Emissioni zero è l’obiettivo a cui si vuole puntare per le Acciaierie. Un traguardo che presuppone la realizzazione di una centrale a idrogeno in grado di assicurare il fabbisogno energetico dell’Ast. Se ne è parlatomercoledì 4 maggio al Mite, il ministero della Transizione Ecologica dove è iniziato il confronto che porterà all’accordo di programma. Il tavolo è stato convocato e coordinato dal sottosegretario leghista al Mite, Vannia Gava. Insieme a lei erano presenti la governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, il capo di gabinetto Federico Ricci, l’assessore Michele Fioroni, il sindaco Leonardo Latini, l’amministratore delegato dell’Ast Mario Caldonazzo, Giampiero Castano, responsabile delle relazioni industriali, e dirigenti dei due ministeri coinvolti, Mite e Mise, e di Invitalia.

L’incontro a Roma è servito a porre le basi del negoziato per l’accordo di programma. Il governo ha definito il piano Ast coerente con gli indirizzi del Pnrr e ha auspicato che si definisca un quadro normativo per rendere gli interventi immediatamente cantierabili. Si parla già di progetto per cento milioni entro l’anno, ma ora occorre fare presto con l’accordo di programma. L’ad Caldonazzo ha illustrato nel dettaglio il piano industriale da un miliardo di euro per il sito siderurgico di Terni (nella foto), con particolare riguardo alle misure ritenute necessarie per la svolta green. Gli investimenti annunciati sono stati definiti, durante l’incontro, di straordinaria portata. Si è quindi entrati nel merito degli aiuti pubblici che si renderanno necessari per dare le gambe ai progetti presentati. E in questo senso il ruolo del governo sarà decisivo. Si parla di misure di sostegno sociali, infrastrutturali e ambientali per garantire le migliori condizioni di sviluppo dell’azienda sul territorio. Sul fronte della transizione ecologica si vuole arrivare alla decarbonizzazione del sito ricorrendo all’idrogeno verde. L’obiettivo dell’Ast è quello di suprerare gli attuali modelli di approvvigionamento energetico legati al gas che, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, hanno rivelato tutta la loro fragilità. La riunione si è sviluppata sugli aspetti tecnici con l’intervento degli esperti dei ministeri coinvolti, ma anche dei dirigenti di Regione e Ast. Gli aspetti più propriamente politici saranno invece focalizzati nel corso dei prossimi incontri che sono stati già messi in calendario.

La prossima riunione si terrà sempre al Mite giovedì 12 maggio. Alla vigilia dell’incontro a Roma, Cgil, Cisl e Uil avevano sottolineato il mancato coinvolgimento delle parti sociali al tavolo di confronto, criticando le istituzioni locali. Mercoledì 4 maggioi è stato fatto notare che la convocazione del tavolo tecnico è arrivata dal Mise, senza voler escludere i sindacati che torneranno a partecipare ai prossimi incontri allargati.