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Terni, accordo di programma per l'Ast. Fissato l'incontro al ministero

Antonio Mosca
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La data ora è ufficiale. Mercoledì 4 maggio ci sarà il primo incontro al Mite, il ministero della Transizione Ecologica, sull’accordo di programma per l’Ast. Un tavolo di confronto a cui prenderanno parte i rappresentanti dello stesso Mite, del ministero dello Sviluppo Economico, dell’ azienda di viale Brin e della Regione dell’Umbria. La composizione delle delegazioni sarà resa nota nelle prossime ore.

La riunione è fissata a Roma alle 17 e sarà l’occasione per iniziare a mettere nero su bianco l’accordo che fisserà delle particolari condizioni per favorire lo sviluppo del polo siderurgico ternano in un’ottica di sostenibilità ambientale. In primo piano la decarbonizzazione del sito industriale con l’avvio della centrale a idrogeno verde e i contenuti del piano industriale da un miliardo, presentato nei giorni scorsi dal cavalier Giovanni Arvedi. La parte pubblica sarà chiamata a definire un’agenda di priorità in grado di accompagnare i progetti industriali della nuova proprietà, utilizzando anche le opportunità previste dal Pnrr.

Con ogni probabilità quello di mercoledì 4 maggio al Mite sarà il primo di una serie di incontri tecnici che porteranno alla firma dell’accordo di programma. Intanto si sta definendo il nuovo organigramma dell’Ast targata Arvedi. Da lunedì 2 maggio l’ingegner Rocco Siano ha assunto l’incarico di direttore di produzione che porterà avanti in stretta sinergia con il direttore di stabilimento, Dimitri Menecali. Le altre due nomine riguardano Francesca Benedetti, responsabile dei centri di lavorazione che operano in Turchia e in Germania, e Alessia Balloriani, alla guida del Tubificio. E proprio lo stabilimento di Sabbione è uno di quelli posti al centro dei progetti e delle strategie industriali del gruppo Arvedi. Lunedì 2 maggio, intanto, si è svolto a Terni un presidio promosso dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, nel giorno dello sciopero nazionale della vigilanza privata, con i lavoratori di Sicuritalia impiegati all’interno delle Acciaierie che temono per gli esuberi. L’Ast ha deciso di riorganizzare il settore e, in base al contratto di servizio in essere, confermerà i 50 dipendenti che già adesso sono a suo carico e altri 20 esterni. I restanti 20 saranno comunque ricollocati dall'azienda a cui fanno capo.