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Perugia Covid, via la mascherina ma nei luoghi chiusi prevale la prudenza

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La parola d’ordine è prudenza. Cade l’obbligo della mascherina per entrare nei negozi, al bar o al ristorante ma in molti continuano a indossarla e anche gli addetti ai lavori, commessi e negozianti, preferiscono tenerla: “Così ci sentiamo più sicuri”, dicono. A Perugia la tendenza è questa.  Andrea Alimenti, titolare del ristorante Il Baldo, mantiene la linea della prudenza: “La mascherina non è più obbligatoria ma noi continuiamo a utilizzarla -evidenzia - Sono due anni che la portiamo e ormai è diventata un’abitudine, non più un fastidio. Indossarla lo consideriamo un segno di rispetto verso i nostri clienti”.

 

 

 

 

“Peraltro tutti coloro che sono entrati sinora al ristorante portavano la mascherina - sottolinea la moglie Catia Cecchini, che ogni giorno accoglie con un sorriso, insieme al figlio, Niccolò, gli avventori del locale - Segno evidente che ormai questo strumento di protezione è entrato a far parte della nostra cultura”.  Luciano Monacelli, titolare del ristorante Ferrari di corso Vannucci, conferma: “Abbiamo notato che le persone continuano a indossare la mascherina quando entrano in luoghi chiusi nonostante non sia più obbligatorio farlo – spiega – e anche il nostro personale continua a utilizzarla. E’ un sollievo, però, essere esonerati dal controllo del green pass che, soprattutto nei giorni di maggiore afflusso, costituiva una grande perdita di tempo”.  Brahin Abassise, Bruno per tutti, titolare del ristorante Murales a Fontivegge rivela una curiosità: “La sera del primo maggio, su otto tavoli, tre erano occupati da no vax, felicissimi della caduta delle varie restrizioni. Mi è sembrato un segnale significativo”. 
Anche Francesco Minutolo  sposa la linea della prudenza: “Nei luoghi chiusi sono per continuare a indossare la mascherina. Io lo faccio”.  Fabio Duili  gira con due Ffp2 in tasca ma si dice soddisfatto che l’obbligo sia venuto meno: “Dobbiamo imparare a convivere con il virus”, spiega. Santi Parlagreco  spiega che a prevalere deve essere sempre il buonsenso: “Mia moglie rientra nella categoria dei fragili – racconta – e io per lei continuo a mettere la mascherina, soprattutto nei luoghi chiusi. Credo sia importante tutelare anche chi ci sta vicino”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono a Perugia dallo scorso agosto per seguire il corso di italiano all’Università per Stranieri, tre ragazze della Lituania, tutte ventunenni. Si chiamano  Julita Bakaitè, Kamile Kacinskaite ed Evelina Seputyte che per lo shopping continuano a indossare la mascherina. “Ormai è diventata un’abitudine – spiegano – e anche un modo per proteggerci”. Di certo la mascherina non compromette la voglia di shopping. Ne è certo  Sergio Donati, titolare di un negozio di abbigliamento in centro: “La mascherina non ha minimamente influenzato le vendite – racconta – Nel 2021 abbiamo raggiunto risultati migliori rispetto al 2019, quindi al pre-Covid. E in questi primi quattro mesi dell’anno le cose stanno andando altrettanto bene. La pandemia ci ha costretto un po’ a reinventarci – spiega – e a scoprire una vetrina sul mondo eccezionale come Instagram. Avevamo iniziato quasi per scherzo postando il video di una cravatta trasformata in mascherina che nel giro di poco tempo ha ottenuto due milioni di visualizzazioni. Da lì abbiamo capito che avevamo un’opportunità meravigliosa di farci conoscere e apprezzare nel mondo. E la stiamo sfruttando”.