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Umbria, sei indagati per l'uomo morto con un ago nei polmoni

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Sei persone, quattro medici e due infermieri, sono state iscritte nel registro degli indagati in seguito al decesso all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia del quarantenne Vincenzo Bosco di Nocera Umbra. Si tratta di un atto dovuto per far luce su una morte assurda, avvenuta lo scorso 26 aprile nel reparto di rianimazione. Il sostituto procuratore della Repubblica, Franco Bettini, ha disposto l’autopsia che sarà effettuata nella giornata di giovedì dal medico legale Massimo Lancia. 

 

 

 

 

 

Vincenzo Bosco, secondo quanto appreso, sarebbe stato ricoverato il 22 aprile scorso per un intervento alla gola. Sarebbe arrivato in sala operatoria, però, con grandi difficoltà respiratorie motivo per il quale gli anestesisti avrebbero disposto una serie di accertamenti supplementari tra cui Rx e Tac che avrebbero evidenziato la presenza nei polmoni di un ago da insulina lungo circa due centimetri. L’intervento chirurgico, in realtà mai avviato, è stato quindi annullato e dopo aver rimosso il corpo estraneo l’uomo è stato trasferito in rianimazione. Il decesso nei giorni seguenti in seguito a presunte complicazioni.

 

 

 

Vincenzo Bosco, originario di Roma ma da tempo residente a Nocera Umbra, potrebbe essere stato colpito da embolia polmonare. L’inchiesta servirà a capire come e quando l’ago di insulina è finito nei polmoni del quarantenne. I quattro medici e i due infermieri indagati a vario titolo per lesioni e omicidio colposo sono assistiti dagli avvocati Maria Bruna Pesci, Giancarlo Viti, Melissa Cogliandro, Ilario Taddei e Riccardo Fasi. Sconcerto e dolore a Nocera Umbra dove l’uomo era molto conosciuto. “Spero che chi di dovere faccia giustizia e che almeno riescano a farti riposare in pace”, scrive un amico sulla pagina facebook di Vincenzo Bosco. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia che, chiusa in un composto silenzio, aspetta soltanto di conoscere la verità. Le prime risposte su quanto accaduto potrebbero arrivare già giovedì dall’esame autoptico disposto dal magistrato.