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Università di Perugia, primo corso di laurea triennale in Ingegneria gestionale in inglese

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La spinta verso l’internazionalizzazione dell’Università degli studi di Perugia passa anche attraverso una nuova offerta didattica che vanta nell’anno accademico 2022/23 la nascita del primo corso di laurea triennale totalmente in inglese. A vararlo è il dipartimento di Ingegneria e si tratta del corso di laurea Engineering management, Ingegneria gestionale (https://ing.unipg.it/engmanagement/). Le iscrizioni si apriranno dal primo agosto per gli studenti italiani mentre per gli stranieri (che necessitano di visto studio in Italia) è necessaria una preregistrazione da effettuare nel sito entro il 30 giugno. Il corso inizierà a partire da settembre. Il Corriere dell’Umbria ne ha parlato con il coordinatore, Andrea Fronzetti Colladon.

 

 

Professore Fronzetti Colladon, quale figura professionale esce dal corso di laurea in ingegneria gestionale in inglese?

“I leader del futuro pronti ad affrontare sfide complesse per la gestione e l’innovazione di impresa. Figure quindi con caratteristiche versatili che uniscono abilità in campo ingegneristico a una forma mentis adatta a risolvere problemi complessi”.

Com’è strutturato il corso?

“E’ prevista una formazione universitaria di eccellenza in aula e online, combinata con un’ampia offerta di esperienze professionali, in collaborazione con una vasta rete di imprese nazionali e internazionali”.

Quali sono gli sbocchi lavorativi?

“Dalle ultime indagini di Alma laurea questo tipo di ingegnere ha i più alti tassi occupazionali sul mercato e livelli retributivi al top. Le aree di occupazione sono vastissime”.

Come è articolato il piano di studi?

“Il primo anno prevede una formazione di base. Dal secondo si avvia la specializzazione che si potenzierà al terzo. In quest’ultimo si avvieranno anche esperienze di stage e di scambi anche all’estero”.

Cosa serve per l’iscrizione?

“Il diploma di scuola secondaria, il visto studio per chi viene dall’estero e il livello B2 di lingua inglese. Per chi non lo possiede è previsto un debito formativo da colmare con corsi interni”.

E dopo la laurea triennale?

“Gli sbocchi lavorativi, come dicevo, sono tanti. Oppure si prosegue con lo studio magistrale e poi dottorato”.