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Perugia, lezioni di difesa personale tra le materie scolastiche

Anna Maria Minelli
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Inserire la difesa personale all’interno del piano formativo scolastico. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa in corso all’istituto Giordano Bruno e che si tiene in collaborazione con l’associazione Libertas Margot. Otto le classi coinvolte con circa 180 studenti. Il corso è in pieno svolgimento ed è rivolto alle prime.

 

 

“L’intenzione – spiega il maestro Roberto Carlotti esperto di arti marziali ideatore e coordinatore del progetto insieme agli insegnanti – è quella di partire con i ragazzi più piccoli in modo tale da stimolarli sin da subito a prendere coscienza di sè stessi, per sapere come reagire alle difficoltà e soprattutto come evitare di mettersi in situazioni di pericolo. Le lezioni contribuiscono anche all’attività motoria dei ragazzi. Dopo due anni durante i quali i momenti di aggregazione, a causa del del Covid, sono stati vissuti in modo saltuario anche la pratica dello sport ne ha fatto le spese. Con l’attività che proponiamo cerchiamo di contribuire a ricostruire la voglia di stare insieme, di confrontarsi con l’altro in maniera sana”. Da anni l’associazione opera con le scuole della provincia per contrastare bullismo e cyberbullismo con incontri e altre iniziative come la Bulli box e la Bulli Ask per monitorare il fenomeno. Ora l’associazione è partita con la nuova iniziativa che terminerà alla fine dell’anno scolastico. Quale la reazione dei ragazzi? “Mostrano molto interesse e i loro colleghi più grandi, delle terze e delle quarte, si fermano a guardare incuriositi chiedendoci di partecipare. Al momento si tratta di un progetto pilota non ci sono tante esperienze simili in Italia e di certo siamo i primi a metterla in pratica nel periodo post Covid. Si tratta di sei lezioni con esperti del settore delle arti marziali che spiegano ai ragazzi cosa fare per rispondere ad una aggressione. Lo scopo non è creare dei combattenti ma al contrario di rafforzare la risposta non solo fisica ma anche mentale alle situazioni di pericolo imparando a non far prevalere la paura”. Dopo anni di lavoro nelle scuole quali sono le problematiche che maggiormente emergono a contatto con gli studenti? “La mancanza di punti di riferimento, non sempre riescono a trovarli in famiglia o nella stessa scuola, per questo si affidano ai social scegliendo però modelli spesso sbagliati. Lavoriamo molto sul rapporto con i ragazzi. Noi non arriviamo in giacca e cravatta ma ci confrontiamo subito con loro raccontando anche le nostre esperienze di vita non sempre facili. I ragazzi si fidano e si aprono”.

 

 

L’iniziativa, che prevede la valutazione finale per gli studenti, è stata pensata in stretta collaborazione con la scuola e la dirigente Anna Bigozzi insieme agli insegnanti del Dipartimento di scienze motorie Nicola Raspati, Andrea Murrone, Enrica Urbini, Alessandra Marcello, Gianluca Parisi, Stefano Baci Paci, Carmen Bizzarro. Oltre a Carlotti a tenere le lezioni per Libertas Margot sono Emanuele Florindi, Agostino Marotti e il presidente Massimo Pici.