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Perugia, velo imposto: marito già condannato al carcere in Marocco

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Alessandro Antonini
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Mentre in Italia la Procura di Perugia chiude le indagini per maltrattamenti, dopo aver fatto dietrofront sulla richiesta di archiviazione, in Marocco scatta la condanna definitiva, con 8 mesi di carcere da scontare. Giustizia a due tempi per El Abdelilah El Ghoufairi, il marocchino di 40 anni accusato dalla ex moglie 33enne Salsabila Mouhib di maltrattamenti, violenze, offese verbali e morali tra cui anche l'imposizione del velo integrale e il divieto di integrarsi imposto a lei e ai suoi tre figli minorenni. I fatti si erano svolti tra Tuoro sul Trasimeno e Castiglione del Lago tra il 2014 e il 2019.

In Marocco, stando agli atti fatti arrivare all’avvocato della donna, Gennaro De Falco, l'uomo è stato già sottoposto a processo e anche condannato in via definitiva dalla Corte di appello di Marrakech, a otto mesi di prigione, per violazione degli obblighi familiari. In primo grado i giudici gli avevano imposto di pagare gli alimenti, 764mila dirham. El Abdelilah El Ghoufairi ha dichiarato di non essere in grado di versarli. Da lì la condanna.


In Italia invece c’è stato un sostanziale dietrofront della Procura: il pm Franco Bettini aveva chiesto l'archiviazione, anche perché “la condotta di costringere a tenere il velo integrale rientra nel quadro culturale, pur non condivisibile in ottica occidentale, dei soggetti interessati”, era scritto nella richiesta. Poi le polemiche e la revoca da parte procuratore capo, Raffaele Cantone, che ha disposto la riapertura del fascicolo. La donna è stata interrogata e si è arrivati alla chiusura indagini per maltrattamenti. Secondo il magistrato l’uomo “la insultava e aggrediva verbalmente reiteratamente, la denigrava, la sminuiva nel suo valore personale e di genitori, costringendola a non fare nulla in casa senza la sua approvazione, a non uscire da sola, non frequentare altre persone, non partecipare a corsi di lingua italiana, costringendola a indossare il velo integrale, dicendole che avrebbe chiesto il divorzio e lasciata senza soldi per sé e per i figli, che sarebbero stati quindi prelevati dai servizi sociali”. In due occasioni l’avrebbe colpita con due ceffoni, “provocandole un perdurante stato di ansia e paura per la sua incolumità”. Nel 2019 se ne è andato in Marocco abbandonandola insieme ai figli, sottraendole i documenti e smettendo di versare denaro per mantenere i figli, facendogli mancare i mezzi di sostentamento”.