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San Francesco, 4.5 milioni per le celebrazioni. Lezzi (ex M5s): "E' un marchettificio"

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Passa tra le polemiche in Senato il ddl per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco attraverso il quale sarà istituito un Comitato nazionale a cui sarà attribuito un contributo di 4 milioni e 510 mila euro per gli anni dal 2022 al 2028. A riportare quanto accaduto in aula è AdnKronos: in sei hanno votato contro le feste per il santo Patrono d’Italia e quattro si sono astenuti. “Oggi più che mai bisogna confrontarsi con uno dei più grandi intellettuali della terra”, ha ricordato Emma Pavanelli senatrice umbra del M5s. “Francesco ci ricorda la relazione intima tra uomo e natura” ha detto accorata, spiegando che “noi della terra siamo solo amministratori, non proprietari”. Si sono susseguiti una serie di interventi che hanno esaltato la figura del santo.

Qualcuno ha anche posto analogie con il conflitto in Ucraina, citando l’esempio di Francesco “che era contro la guerra, in particolare contro la guerra santa”, ha detto con riferimento alle crociate il dem Francesco Verducci. “Oggi la guerra insanguina l’Europa, oggi ha significato far vivere il suo pensiero”. Poi la leghista Donatella Alessandrini ha ricordato “il percorso condiviso con tutti gli attori coinvolti”, esprimendo la gioia per una scelta bipartisan. “Noi siamo orgogliosi come umbri di San Francesco” ha detto ancora applaudita dal senatore Simone Pillon. “Speriamo che la sua protezione arrivi anche a tutti i popoli oggi tormentati da eventi che mai ci saremmo aspettati”. Loredana De Petris ha citato il Cantico dei Cantici.

Un apprezzamento corale, che però al momento del voto, a fronte dei 181 senatori a favore registra dieci voti tra contrari e astenuti. I nomi sono quelli di ex senatori del M5s, confluiti nel Misto e nel gruppo Alternativa, Margherita Corrado, Mattia Crucioli, Bianca Laura Granato, Virginia La Mura, Barbara Lezzi e Vilma Moronese che dicono no. Si astengono invece Rosa Abate, Luisa Angrisani, Elena Botto e Silvana Giannuzzi. A stretto giro arrivano le dichiarazioni di Barbara Lezzi, ex senatrice Cinque stelle, ora nel gruppo Misto, che ha votato contro bocciando le attività previste nel 2026. “Ho votato no perché sono contraria al marchettificio” dice. “Io - assicura all’AdnKronos - non ho nulla contro il Santo, figurarsi, il 4 ottobre è pure la data di nascita del M5s”. “Ma il ddl è scritto malissimo, non c’è nulla di culturale, tutte attività economiche che nulla hanno a che fare con Francesco d’Assisi”, aggiunge l’ex ministra per il Sud. “Io - conclude - non ho alcuna fiducia nel ministro della Cultura Franceschini”.