Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Gualdo Tadino, San Pellegrino celebra il Maggio. Sabato torna la Festa

Eleonora Sarri
  • a
  • a
  • a

Torna la Festa. Con i suoi riti, le sue emozioni, la sua travolgente passione fatta di fede, storia e tradizioni. Torna sabato 30 aprile, la Festa del Maggio di San Pellegrino per la 1018esima volta. Il rito più antico dell’Umbria rivive nel borgo di Gualdo Tadino grazie all’impegno dell’Associazione maggiaioli che non ha mai interrotto la millenaria tradizione nonostante il Covid negli ultimi due anni l’abbia fatta vivere in modo diverso. Ma sabato, finalmente, San Pellegrino riavrà il suo rituale più viscerale come la storia tramanda da secoli. “Mi sono reso conto - spiega non a caso Andrea Santioni, presidente da sei anni dell’Associazione maggiaioli - che possiamo tornare a stare finalmente insieme e che la nostra Festa è reale. Siamo riusciti a mantenere viva la tradizione anche con il Covid ma ora possiamo celebrare il nostro Pellegrino tutti insieme, come facciamo da più di mille anni”.

 

 

Un rito tra paganesimo e cristianesimo che unisce questa piccola comunità intorno al Santo Pellegrino, il suo elemento fondante, venerato proprio grazie al lavoro dell’Associazione maggiaioli di San Pellegrino. La tradizione vuole che un viandante accompagnato da un ragazzo, il 30 aprile del 1004 chiese ospitalità senza riceverla a Castro Contranense (l’antico nome di San Pellegrino). Così i due passarono la notte ai piedi dell’abitato dove vennero colti da un violento temporale. I viandanti si ripararono sotto un ponticello dove vennero però travolti dalle acque trovando la morte. Ma il bastone del pellegrino, in legno di pioppo, il giorno dopo venne trovato miracolosamente fiorito, tanto che da allora gli abitanti di San Pellegrino celebrano quell’evento issando nella piazza del borgo il pioppo più alto della zona.   E ancora una volta sabato i lupi, guidati dal capomaggio Paolo Volpolini, abbatteranno il pioppo più alto, scelto giorni prima ma tenuto segreto fino al tardo pomeriggio. Giunti sul posto utilizzando una fune, delle asce e la forza delle braccia, i maggiaioli abbatteranno l’albero e lo caricheranno sullo sterzetto, un carro agricolo. Insieme sarà caricato anche un altro pioppo più piccolo che fungerà da punta fiorita del bastone del pellegrino. A questo punto i maggiaioli spingeranno con le braccia lo sterzetto fino alle porte del paese dove, al suono delle campane, partiranno di corsa sino alla piazza in cui sarà issato il Maggio. Qui, in un silenzio carico di attesa, puliranno la corteccia dai rami e uniranno i due alberi. Poi, con le funi e le scale, iniziano la faticosissima fase dell’alzata del Maggio che svetterà per un mese nella piazza del paese a simboleggiare la fede e la devozione nei confronti del Santo Pellegrino.

 

 

“Quest’anno - spiega ancora il presidente Santioni - torneremo a un programma simile a quello del pre Covid con due serate di cena nella struttura in piazza (sabato e domenica), la presentazione del libro di Matteo Bebi e la fiaccolata. Non è stato possibile organizzare le serate di ballo ma per me e tutto il consiglio dell’Associazione è un sogno finalmente dare la possibilità a tutti di celebrare il nostro Santo”. Il programma prevede giovedì 28 aprile alle 21 nella chiesa parrocchiale di San Pellegrino la presentazione del libro Ab nua testa, vaig sobre neu - La leggenda del santo pellegrino di Matteo Bebi. Venerdì, sempre alle 21, fiaccolata sul percorso del Santo Pellegrino. Sabato, giorno della Festa vera e propria, alle 17 messa e  benedizione dei maggiaioli e a seguire la partenza dei lupi e il via all’edizione 1.018 della Festa del Maggio di San Pellegrino. In attesa dell’arrivo in piazza e dell’alzata del pioppo, alle 19.30 apertura dello stand gastronomico, mentre per le 22.30 circa è atteso l’arrivo dei maggiaioli per l’alzata. Domenica alle 19.30 la festa si concluderà con la Cena sanpellegrinese in piazza. L’organizzazione si è messa in moto proprio nelle ultime settimane quando sono state chiare le regole da seguire per le manifestazioni storiche. “Abbiamo avuto l’aiuto del Comune di Gualdo Tadino, delle autorità locali e il patrocinio della Regione Umbria che ci ha dato anche un contributo. Quindi - conclude Santioni - non posso che ringraziare tutti coloro che hanno fatto sì che la Festa tornasse per l’edizione 1.018”.