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Assisi, blitz anti caporalato: in otto sfruttati nei campi di cipolle

Flavia Pagliochini 
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Lavoravano con stipendi da fame, impiegati nella lavorazione dei terreni e nella raccolta dei prodotti agricoli nei campi tra Cannara e l’assisano. Ore e ore sotto il sole, nonostante formalmente fossero stati assunti come operai con 39 ore settimanali: e invece gli otto lavoratori trovati sul campo dagli agenti del commissariato della polizia di Assisi agli ordini del vicequestore aggiunto Francesca Domenica Di Luca - come accertato dagli uomini dell’Ispettorato del lavoro - lavoravano in una condizione di irregolarità delle prestazioni lavorative riferite a periodi precedenti alla data di assunzione formale.

 

 

Queste prestazioni lavorative “in nero” non risultavano registrate nei documenti di lavoro e sono state pagate senza mezzi tracciati. In un caso, è emerso che uno di questi lavoratori, pur svolgendo attività lavorativa con formale assunzione, aveva presentato domanda per il reddito di cittadinanza. A tenere le redini del tutto sarebbe stato un 39enne marocchino, conosciuto come “Giuseppe”, residente a Perugia e già noto alle forze dell’ordine, ora ‘destinatario’ di 20 mila euro di sanzioni e denunciato per l’articolo 603 bis del codice penale, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le indagini sono nate un anno fa, quando nel corso di un servizio di controllo del territorio, gli agenti assisani avevano fermato a bordo di un’utilitaria due giovani di origine marocchina, sprovvisti di documenti e irregolari sul territorio nazionale: i due, è emerso dai controlli, lavoravano alle dipendenze di “Giuseppe”.

 

 

Dalle ricostruzioni effettuate è emerso che il 39enne corrispondeva ai suoi uomini un compenso lordo di 40 euro per l’intera faticosa giornata lavorativa nei campi agricoli e, nel caso all’operaio fosse stato fornito un alloggio, dalla sua “paga” erano detratti 120 euro. Grazie ai servizi di appostamento dei poliziotti, è stato possibile accertare che l’uomo, quasi tutti i giorni, per reperire manodopera, era solito recarsi di primo mattino in auto nella zona antistante la stazione ferroviaria di Perugia, alla ricerca di uomini in situazione di indigenza, clandestini o richiedenti asilo da “assumere”. In totale sono una decina le persone impiegati dal 39enne o da suoi intermediari, per la lavorazione dei terreni e la raccolta dei prodotti agricoli in terreni in tutto il comprensorio. Nello specifico, lo scorso agosto a Cannara sono stati trovati 8 lavoratori extracomunitari, “assunti” dall’uomo: gli accertamenti sulla posizione lavorativa dei soggetti individuati si è conclusa pochi giorni fa con la contestazione da parte dell’ispettorato del lavoro di Perugia di numerose violazioni alle misure di contrasto del lavoro sommerso e irregolare ai sensi del D.lgs. 14 settembre 2015 n. 151.