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Terni, studios di Papigno: servono 700 mila euro per la riapertura

Simona Maggi
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Servirebbero circa 700 mila euro per ripristinate gli spazi degli studios di Papigno, a Terni, per permettere nuove produzioni. A questi ne andrebbero aggiunti altri per lo smaltimento delle scenografie inutilizzate. Questo ha stimato il Comune di Terni, che al riguardo ha predisposto un progetto.

Il problema è che gli spazi hanno enormi potenzialità, ma un solo film non riuscirebbe a coprire le spese per il ripristino. Anche recentemente sono stati effettuati dei sopralluoghi a Papigno per delle produzioni, ma non si è concluso niente.

 

 

“Le potenzialità sono enormi – sottolinea il consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi, incaricato ai rapporti con Umbria Film Commission – ma bisognerebbe trovare dei produttori intenzionati a girarci più film perché uno solo non andrebbe a coprire i costi per il ripristino. Quindi bisognerebbe trovare una produzione intenzionata ad utilizzarli per più film. Recentemente abbiamo mostrato gli spazi ai produttori di un film internazionale film, con l'attrice Natalie Portman e altre star, che richiedeva una ambientazione del campo di concentramento come per 'La vita è bella'. Non se n'è fatto nulla, dovrebbero aver scelto una location in Romania. Le spese per il ripristino degli studios sono troppe per una sola produzione”.

Per mettere l’impianto industriale nelle condizioni di operare è necessaria una serie di interventi tra cui la manutenzione straordinaria, causa furti di materiale elettrico e adeguamenti alla normativa vigente alle cabine elettriche teatri di posa, della palazzina e delle zone limitrofe. Sarebbero necessari anche i lavori alla centrale termica, sempre dei teatri di posa, della palazzina e delle zone limitrofe.

 

Andrebbero riattivati l'ascensore della palazzina degli uffici, le linee telefoniche e internet. Poi non meno importanti sarebbero la pulizia e il ripristino degli esterni ed degli interni degli studios. Necessari anche gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'ingresso dello stabilimento, del cancello, del bar, dell'appartamento del custode, della palazzina degli uffici, della falegnameria. Andrebbero acquistati, dopo il ripristino, attrezzature da cucina e suppellettili per la mensa; arredamento per gli uffici, i camerini, le sale trucco; macchinari per la falegnameria e la carpenteria; acquisti vari per uffici e operatività aziendale.

“I teatri di posa non necessitano di particolari interventi – conclude il consigliere comunale Michele Rossi - e appaiono in ottimo stato, ma bisogna ripristinarli se vogliamo renderli appetibili per le produzioni e trovare chi è interessato a girarci più film così ci sarebbero i soldi per riattivarli. Confido molto sull'impegno della nuova film commission e sulle professionalità coinvolte”.