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Lorenzo Barone ci ha ripensato: "Attraverserò il Sudan in bici e non in aereo"

Alessandro Picchi
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Proseguo via terra”.

È la scelta annunciata sabato 23 aprile 2022, a caratteri cubitali, dall’avventuriero di San Gemini, in provincia di Terni, Lorenzo Barone sui suoi canali sociali. Niente più volo aereo per lui, dall’Uganda al Sudan, come sembrava aver deciso inderogabilmente, per evitare le guerre civili e i disordini che avrebbe rischiato di incontrare nell’Africa centrale. “Avevo comprato il biglietto per il Sudan, ottenuto il visto e trovato lo scatolone per impacchettare la bici. Tutto era pronto, stavo per andare in aeroporto. Ero pronto nella pratica, ma non ero pronto dentro me stesso: prendere l’aereo non era affatto quello che volevo”.

 

“Ho passato due notti senza dormire - prosegue il 22enne viaggiatore di San Gemini - studiando ogni possibilità per evitare di volare dall’Uganda al Sudan. Sembrava ‘impossibile’ via terra, soprattutto usando una bicicletta. Il Sud Sudan era troppo pericoloso e la frontiera tra l’Etiopia ed il Sudan era chiusa da due anni, oltre alla situazione comunque instabile nel Paese”.

“Ad un certo punto - continua ancora Barone - mi è apparso un messaggio vocale su WhatsApp. Era Robin, un ragazzo che avevo incontrato casualmente in Botswana vicino ad un benzinaio al riparo dalla pioggia, anche lui in bicicletta ma diretto verso Sud. Nel messaggio mi ha detto: ‘Ti mando il contatto di una persona che ha attraversato qualche settimana fa la frontiera Etiopia-Sudan’. Non potevo credere alle sue parole. Ho subito scritto a questo ragazzo chiedendo conferma se la frontiera era stata realmente riaperta e la sua risposta è stata ‘Sì, la frontiera ora è aperta. Io e un mio amico abbiamo appena completato ‘Cape to Cairo’ (da Città del Capo, in Sudafrica, ad Il Cairo, in Egitto, ndr) in camion e siamo stati i primi turisti ad aver attraversato la frontiera Etiopia-Sudan dalla sua chiusura nel 2020”.

 

 

“In queste parole - riprende ancora il ciclista-avventuriero - ho ritrovato la speranza, che avevo ormai perso, di completare interamente il percorso in bicicletta attraverso il continente africano. Ho rimborsato immediatamente il biglietto per il Sudan e (venerdì, ndr) sono ripartito, dopo aver salutato con molta tristezza la meravigliosa famiglia che mi ha ospitato questa settimana a Kampala”.

Sabato scorso, così, il cicloviaggiatore ha raggiunto la frontiera con il Kenya e si è diretto verso nord a Lodwar. “Questi primi tre giorni in Kenya mi sono sentito a mio agio con le persone incontrate, tutto sembra tranquillo - sono ancora le sue parole -. È dal Nord della Tanzania che sto evitando di campeggiare liberamente, trovo ostelli o Guest house a prezzi che variano dai 5 ai 12 euro e mangio con 1-2 euro a pasto. Oltre ad essere per un motivo legato alla sicurezza preferisco evitare di campeggiare anche per via dei forti acquazzoni. Oggi mi è arrivata l'email dove mi hanno confermato il visto per l'Etiopia”.