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Foligno, celebrazioni 25 aprile: "Negata la possibilità di cantare Bella ciao", la denuncia dell'Anpi

Susanna Minelli 
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Nel giorno in cui anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, cita in un discorso ufficiale un passo di Bella Ciao, a Foligno si consuma l’ultima polemica tra la maggioranza di centrodestra e i rappresentanti locali dell’Anpi. “L’amministrazione ci ha negato il gazebo per il tesseramento in largo Carducci e alla cerimonia ufficiale la filarmonica di Belfiore è stata invitata a non suonare Bella Ciao” l’accusa del presidente dell’Anpi. Secca la replica del primo cittadino Stefano Zuccarini che bolla la polemica come “vergognosa provocazione”.

 

 

E’ stato un 25 aprile amaro per l’Associazione nazionale partigiani italiani perché, come riferito dal presidente della sezione folignate Stefano Mingarelli, ritenuta “di parte”. “Fino al 20 aprile non si avevano notizie riguardo le celebrazioni ufficiali del 25 aprile da parte dell'amministrazione comunale - ha spiegato il presidente - Per questo, come Anpi, ci siamo mossi per chiedere la richiesta di occupazione del suolo pubblico con un gazebo a largo Carducci. Ma giovedì scorso siamo stati contattati dall’amministrazione che ci ha riferito che la richiesta non era possibile poiché sarebbe stato d'intralcio per le celebrazioni ufficiali” ha detto Mingarelli. La motivazione? “Abbiamo chiesto spiegazioni rispetto al perché per la prima volta ci fosse negato il permesso di stare a Largo Carducci e di fatto ci è stato risposto che non potevamo stare perché Anpi è un'associazione di parte e che potevamo sostare solo a Porta Romana o a corso Cavour di fronte la Cassa di Risparmio, scelta, quest'ultima, per la quale abbiamo optato” ha aggiunto Mingarelli. Ma non solo. Il presidente aggiunge un particolare che nel giorno del 25 aprile assume un ulteriore significato. Secondo il presidente alla Filarmonica di Belfiore che come ogni anno suona in piazza della Repubblica sarebbe stato caldamente suggerito di non suonare Bella Ciao. “Anche in questo caso perché si tratta di un canto di parte” ha chiosato Mingarelli. Eppure alle celebrazioni in piazza ha voluto essere presente lo stesso Anpi con le bandiere dell'associazione e della pace. “L'amministrazione comunale ci ha detto che la nostra associazione è di parte, noi confermiamo. Siamo partigiani, e quindi parteggiamo: siamo antifascisti” ha concluso Mingarelli. 

 

 

Tutt’altra lettura dei fatti è quella fornita dal sindaco Stefano Zuccarini: “Come riportano i volantini diffusi dall’Anpi il loro gazebo per il tesseramento prevedeva in realtà anche interventi sulla Liberazione, canti della Resistenza e la corale del Torrino. Come si poteva tenere, nella stessa piazza, una cerimonia ufficiale come quella del 25 aprile e quella organizzata così dall’Anpi? Si tratta chiaramente di una provocazione: le due manifestazioni non potevano essere compatibili nella stessa piazza. Dunque da parte mia ho ritenuto di fare l’unica cosa giusta: ho revocato la richiesta di occupazione di suolo pubblico per motivi di sicurezza e abbiamo dato loro una alternativa per poter svolgere la loro manifestazione” ha replicato Zuccarini aggiungendo: “Sono sempre stato convinto che i valori della libertà appartengano a tutti, i rappresentanti dell’Anpi sono i benvenuti in piazza come qualsiasi altro cittadino. Vergognoso invece quello che è accaduto durante l’Inno d’Italia”, aggiunge il primo cittadino entrando nel cuore della polemica. “Da figlio di militari ritengo che Bella Ciao non sia una canzone ufficiale, rappresenta una parte politica la stessa parte politica che strumentalizza questa ricorrenza. E’ per questo che ho chiesto alla filarmonica di chiudere con l’Inno d’Italia e da parte di alcuni rappresentanti dell’Anpi c’è stato il tentativo di sovrastare l’inno di Mameli con Bella Ciao. Un gesto di prepotenza e provocatorio” ha commentato.