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Otricoli, truffa sul formaggio venduto a un ristorante. In due a processo

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Una ristoratrice 50enne sarebbe stata truffata dal titolare di un’azienda che si trova in un piccolo centro del Viterbese, specializzata nella produzione di formaggi e prodotti tipici della Tuscia, e dal rappresentante che lavorava per la stessa ditta. I due imputati furono denunciati a dicembre del 2016 da una 50enne, titolare di un negozio di generi alimentari e di un ristorante ad Otricoli, alla quale i due nel giro di quasi un anno avrebbero fatto pagare circa 1.200 euro in più al mese. In aula giovedì scorso davanti al giudice Elisabetta Massini ha testimoniato un consulente finanziario, figlio e socio della ex titolare, il quale continuò ad affiancare la 50enne ternana, per tutelare gli interessi della madre.

“Presi parte alle verifiche quando emersero le discrepanze. Così organizzammo un incontro con il proprietario e ci raggiunse a Otricoli per parlare di questa situazione - ha riferito l’uomo, fornendo altri particolari sulla vicenda. Quando chiesi all’imprenditore delucidazioni, lui si giustificò dicendo che non era al corrente di nulla e che non era lui il responsabile di queste discrepanze, ma dell’agente di commercio e gli feci notare che essendo sua l’azienda, ne doveva rispondere, visto che c’era di mezzo un contratto di collaborazione tra lui e il rappresentante.

Poi venne fuori che non era la prima volta che accadevano cose del genere. Il peso riportato nella fattura non corrispondeva a quello delle forme che solitamente erano tutte da 3 chili, per qualsiasi tipologia di formaggi, invece nei documenti erano indicati pesi che andavano da 4 a 4 chili e mezzo. Si tratta di differenze che vanno dai 100 ai 150 euro a ordine, secondo i nostri calcoli dai 1.000 ai 1.200 euro in più al mese per 9 mesi”. Il dibattimento proseguirà il 29 settembre al Tribuale di Viterbo con l’audizione di altri 4 testimoni della pubblica accusa.