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Umbria, Federalberghi: "Ponte del 25 aprile meglio di Pasqua. Strutture piene all'85%"

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Fra. Mar.
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“Il ponte del 25 aprile è andato anche meglio della Pasqua” assicura il presidente dei Federalberghi Umbria, Simone Fittuccia. Secondo quanto spiega infatti il numero uno dell’associazione di categoria, “per questo ponte l’occupazione media delle stanze d’hotel da parte dei turisti è stata dell’85% di media in tutto il territorio regionale con punte tra Perugia e Assisi, dove si è arrivati al 96% per la marcia della pace”.  Ottime le performance di Spoleto, Gubbio, Orvieto, Todi come già accaduto anche per la Pasqua. Resta una permanenza media non lunghissima che “si attesta su una media di due notti”. Di pari passi con il boom del last minute del ponte del 25 aprile, si registra anche un aumento delle prenotazioni del week-end del primo maggio.

 

 

“Credo che alla fine chiuderemo su dati simili a quelli di Pasqua con una media del 75 %, anche perché è il terzo week-end di fila con una festività e il primo maggio cade pure di domenica. Intanto posso dire che le prenotazioni sono salite dal 50 al 65 %” conclude Fittuccia. “La tipologia di offerta della nostra regione – commenta il direttore di Federalberghi Rolando Fioriti – fatta di storia, cultura, città d’arte, ambiente, enogastronomia, conferma di avere una forte attrattività. Siamo fiduciosi quindi circa l’esito positivo e i ritorni della campagna di comunicazione su cui la Regione Umbria ha investito risorse importanti anche quest’anno, e sul ritorno a pieno regime degli eventi trainanti del flusso turistico, dal Festival dei Due Mondi ad Umbria Jazz.

 

 

Nel contempo abbiamo però la necessità di invertire il trend, ancora da migliorare, circa la presenza di turisti stranieri, che rappresentano un valore aggiunto molto importante per tutta la filiera, e che auspichiamo possano tornare quanto prima, in questo 2022, al livello del 30/35% del totale del periodo pre Covid. Altra priorità è il rilancio del turismo organizzato, in questo avvio di stagione pressoché inesistente, che invece per la nostra regione, date le sue caratteristiche, costituisce una risorsa fondamentale: ecco, su questi due versanti siamo ancora lontani dalla normalità”.