Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Trasimeno, la moria di pesci al lago è causata da un batterio. Le analisi: "Non è pericoloso per l'uomo"

  • a
  • a
  • a

La moria di pesci nel lago Trasimeno è dovuta a un batterio, chiamato Aeromonas hydrophila, assolutamente non pericoloso per l'uomo. E' quanto emerge dalle indagini chieste da parte della Regione Umbria al Servizio regionale di prevenzione. "In pratica - si legge in una nota della Regione - si tratta di una manifestazione che si ripete spesso nel corso delle stagioni e avviene a causa della eutrofizzazione: un fenomeno che provoca l’eccessivo accrescimento degli organismi vegetali, come le alghe, frutto della presenza nell’ecosistema acquatico di dosi troppo elevate di sostanze come azoto, fosforo o zolfo".

 

 

Di conseguenza, la presenza massiccia di alghe causa una diminuzione notevole dell’ossigeno e favorisce la proliferazione di questi batteri, che poi attaccano i pesci. Dall’Istituto Zooprofilattico sono stati esaminati due pool di esemplari di carassio (Carassius auratus) appartenenti ad un episodio di mortalità acuta che si è verificato nel lago Trasimeno nel corso del mese di aprile. Tale episodio, sentito il Servizio Veterinario competente e responsabile del campionamento, ha interessato esclusivamente questa specie ittica. Sugli esemplari rinvenuti morti sono stati effettuati una serie di esami: dal punto di vista batteriologico è stata riscontrata la presenza di Aeromonas sobria, un germe Gram negativo eterotrofo comunemente presente negli ambienti acquatici, sia d’acqua dolce che salata, da sempre considerato patogeno opportunista, è in grado di infettare i pesci. In laghi poco profondi e con scarso apporto idrico, come appunto il Trasimeno, nei periodi di scarsa o assente piovosità nonché di transizione fra una stagione e l’altra, che comportano oscillazione della temperatura delle acque, è facile il verificarsi di cospicue fioriture algali e, di conseguenza, di fenomeni caratterizzati dalla scarsità di ossigeno disciolto (condizione di ipossia), condizione questa che induce stress negli organismi acquatici nonché possibile virulentazione di agenti batterici. L’unione di questi fenomeni ambientali con il possibile stress immunitario nei carassi, indotto dalla densità elevata, potrebbe spiegare il perché la patologia sia esplosa attualmente soltanto in questa specie.

 

 

Sull'argomento, nei giorni scorsi, era intervenuto il presidente della Cooperativa dei Pescatori del Trasimeno, Aurelio Cocchini, che al Corriere dell'Umbria aveva spiegato la situazione. "La moria di carassi è così evidente ai nostri occhi perché ci sono veramente tantissimi esemplari di questa specie al lago. Il comportamento del carassio è poi anomalo rispetto agli altri pesci poiché questo va a comprimersi in spazi stretti e angusti, magari anche ferendosi mortalmente”. “A oggi non abbiamo nessun incarico specifico – sottolinea Cocchini –, ma solo il permesso di pescare e raccogliere i pesci morti all’interno delle darsene. Ci vorrebbe un incarico che riconoscesse questa attività lavorativa, prevedendo anche una quantificazione economica del lavoro svolto. D’altronde quando ci occupiamo di questo togliamo il tempo all’attività di pesca. Noi, così come la cooperativa Stella del lago, siamo attrezzati e abbiamo tutta la filiera sanitaria adeguata per smaltire il pesce. Questa attività così importante a livello turistico andrebbe perciò strutturata meglio”.