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Foligno, storico centro anziani a rischio chiusura

Gabriele Grimaldi
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“C’è il rischio che il centro sociale Centro Storico, il più antico dell’Umbria, chiuda dopo 39 anni di attività al servizio degli anziani”. 
E’ quanto ha annunciato il presidente del centro anziani di via Oberdan di Foligno, Pietro Mercuri. Il motivo? Da un lato le richieste fatte nel tempo al Comune per una nuova sede che non hanno dato frutti. Dall’altro la richiesta del Centro Studi e dell’Università degli Studi di Perugia, che si trovano nella stessa palazzina, di usare gli spazi al piano terra utilizzati fino a questo momento dal centro sociale. 

 

 

“Da sempre sappiamo che questa è la palazzina dell’università e non vogliamo metterle i bastoni tra le ruote, perché abbiamo la consapevolezza che serve a loro – ha esordito Mercuri – Il Comune, però, dovrebbe darci un’alternativa per portare avanti le nostre iniziative, presenti e future”.
La questione era partita già due anni fa e nei giorni scorsi ci sono stati alcuni sviluppi: “Ad agosto 2020 presentammo alla nuova amministrazione una petizione popolare con mille firme per chiedere una nuova sede – ha continuato Mercuri – questo per dire che da tempo ci siamo dati da fare per trovare una soluzione. Il Comune, per bocca del dirigente Castellani, è tornato alla carica per dirci di lasciare lo stabile entro l’estate facendoci due proposte: un salone a Palazzo Candiotti in via Gramsci di 120 metri quadrati, che potrebbe andare bene per tirare avanti per un periodo o il capannone dell’ex Fils (ora adibito a punto tamponi drive through ndr) alla Paciana che per noi non è praticabile, visto che il nostro centro è frequentato per la stragrande maggioranza da anziani che raggiungono questa sede a piedi o in bici”.

 

 

Dopo aver dato l’ok per il salone di via Gramsci, però, qualcosa è cambiato: “Due persone dell’ufficio patrimonio del Comune ci hanno fatto vedere il salone – ha raccontato – Noi, dopo aver visitato anche il capannone ex Fils, il 5 aprile abbiamo mandato una mail per accettare la proposta del salone e un’altra mail il 14 aprile per chiedere la possibilità di usare il giardino esterno a questa sala. Il dirigente Castellani, però, ci ha risposto che il salone di via Gramsci non era più disponibile”.