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Umbria, appuntamento con il fisco per quasi 100 mila professionisti: ecco le scadenze

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Appuntamento con il fisco per quasi 100 mila umbri. Le scadenze, in particolare, riguarderanno le 94.674 imprese che risultano iscritte alla Camera di commercio dell’Umbria, di cui 22.246 nella provincia di Terni e 72.428 in quella di Perugia. A questi numeri si aggiungono quelli del comparto professionale che non hanno l’obbligo di iscrizione alla Camera di commercio e che nella regione annoverano circa 4 mila soggetti tra commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, notai, geometri, architetti, ingegneri, agronomi e medici di base. A fare il quadro della situazione è il presidente di Confprofessioni Umbria, Roberto Tanganelli che ricorda come le scadenze degli adempimenti ordinari previste per il 16 aprile siano state differite al 19 (oggi) per la coincidenza con la Pasqua. 

 

 

 

 

Si tratta del versamento dell’acconto sull’imposta di bollo che riguarda soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale. Il versamento a titolo di acconto va effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario. Sempre entro oggi va effettuato il sostituto d’imposta vale a dire il versamento delle ritenute alla fonte su interessi e redditi di capitale vari corrisposti o maturati nel mese precedente. Il versamento va effettuato tramite modello F24, con modalità telematiche o intermediario abilitato. Scade oggi anche la liquidazione e il versamento dell’Iva relativa al mese precedente da effettuare anche in questo caso tramite modello F24 con modalità telematiche o tramite intermediario abilitato.
Scadenza del 26 aprile, invece, per la presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti comunitari. Sempre per il 26 aprile è prevista la scadenza della presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese, questa volta, nel primo trimestre del 2022 nei confronti di soggetti comunitari. In entrambi i casi l’adempimento può essere compiuto in modalità telematica. “Una considerazione importante va fatta sulle difficoltà che le imprese hanno in ambito di gestione dei costi strutturali e pertanto gas, luce e materie prime - evidenzia il presidente Tanganelli - Il costo incontrollato delle utenze pone gravi difficoltà di continuità aziendale per le imprese: emblematico il caso di una lavanderia che ha visto la bolletta della luce passare da tremila a quindicimila euro oppure quello di aziende cementiere che pagavano 60 milioni l’anno e che si sono ritrovate bollette tre volte superiori solo nel primo trimestre tanto da decidere di sospendere la produzione in determinati siti. Fa riflettere - continua Tanganelli - anche il caso del semplice

 

 

 

 

 

autotrasportatore che per colpa degli aumenti del gasolio non ha più convenienza a viaggiare. E’ indispensabile che il governo intervenga senza scuse e rimandi a responsabilità di altri. Speriamo che dopo tante sofferenze per la pandemia gli interessi di alcuni non vadano a incidere sull’economia locale già provata da profonde crisi strutturali”.