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Spoleto, ex Novelli all'asta: prima visita di un potenziale acquirente

Chiara Fabrizi 
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Prima visita di un potenziale acquirente del ramo uova della ex Novelli, su cui pende la terza asta di vendita in scadenza a fine maggio dopo che le prime due sono andate deserte. Alcuni lavoratori avevano segnalato la presenza di una delegazione in giacca e cravatta tra i reparti dello stabilimento di Spoleto. Soltanto nelle ultime ore, però, è arrivata la conferma di come le tre persone avvistate tra gli impianti fossero effettivamente impegnate in una visita del sito produttivo richiesta nell'ambito dell'asta di vendita. L'imprenditore che si è affacciato alla ex Novelli prima di Pasqua sarebbe lombardo, ma è stato impossibile accertarne l'identità anche al fine di comprendere se si tratti di un soggetto economico già attivo nel comparto.

 

 

Quello che viene confermato da diversi ambienti, però, è che a visitare il sito produttivo di Spoleto e a seguire anche gli uffici di Terni non sarebbero stati delegati di Eurovo, la società che ha già acquistato all'asta gli allevamenti ex Novelli di Casalta (Amelia) e che per questo siede ai tavoli della Regione nell'ambito dei quali, è stato più volte riferito dai sindacalisti, hanno espresso la volontà di farsi avanti anche per il ramo uova della ex Novelli attraverso la società controllata Liberelle. L'imprenditore lombardo che mercoledì scorso ha preso visione degli impianti è il primo che mette ufficialmente piede nello stabilimento spoletino dove si producono uova a marchio Ovito, ma se il sopralluogo per la verifica del sito industriale si trasformerà in un'offerta d'acquisto lo si capirà soltanto alla scadenza dei termini della terza asta, che sulla carta segna il coinvolgimento di 146 lavoratori, anche se nel frattempo il numero dei dipendenti sarebbe sceso intorno al centinaio.

 

 

L'operazione che si spera di concludere tra poco più di un mese vale 7,3 milioni nel caso in cui i potenziali investitori optassero per la presentazione di un'offerta minima di acquisto, mentre il prezzo a base d'asta, quello che cioè andrebbe rialzato, si attesta a 9,7 milioni. Entrambe le cifre sono già state ridotte per due volte del 25% a seguito delle aste andate deserte e sarà da capire se i prezzi scenderanno ulteriormente nel caso in cui anche il terzo tentativo di vendita dovesse fare flop. L'unica certezza per i lavoratori della ex Novelli è per ora rappresentata dalla cassa integrazione straordinaria che è stata finanziata per 12 mesi a partire dal 2 maggio e permetterà alle maestranze di usufruire a rotazione dell'ammortizzatore sociale, che potrebbe rivelarsi fondamentale per accompagnare la cessione del ramo uova.