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Terni, celebrata dal vescovo Soddu la veglia pasquale: "Il Signore invoca la pace"

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Con una suggestiva liturgia, presieduta dal vescovo di Terni, Narni e Amelia, monsignor Antonio Soddu, è stata celebrata la veglia pasquale nella cattedrale di Terni, iniziata sul sagrato della chiesa con la benedizione del fuoco nuovo e con l’accensione del cero pasquale, portato in processione lungo la navata centrale della cattedrale al canto del Lumen Christi.

 

È seguita la liturgia della parola con le letture dell’Antico Testamento e del Vangelo e quindi la liturgia battesimale con la benedizione dell’acqua del fonte battesimale, il rinnovo delle promesse battesimali e l’aspersione dell’assemblea.  Con l’acqua del fonte battesimale sono stati battezzati tre adulti che hanno ricevuto anche il sacramento dell’Eucarestia e il sacramento della Confermazione insieme ad altri sette adulti di alcune parrocchie di Terni.

"E’ un momento carico di emozione quello che viviamo, il punto più alto della nostra vita cristiana e ecclesiale - ha detto il vescovo Soddu nell’omelia -. Incontrare il Signore risorto, questa realtà fondamentale della nostra fede è per l’umanità intera il dono essenziale in forza del quale, liberati dal peccato, abbiamo l’opportunità di vivere in Cristo Gesù come figli di Dio, di vivere cioè la stessa dimensione divina. Tutto ciò avviene e si realizza non dentro gli orizzonti di un mondo immaginario, fantasioso che non esiste, tutt’altro! Abbiamo la possibilità di vivere tutto questo dentro il nostro mondo e in questo nostro tempo da persone nuove. In tal modo abbiamo la straordinaria opportunità di testimoniare questa novità, vivendo secondo il Vangelo, rinnovando noi stessi e di conseguenza il mondo entro cui siamo chiamati a vivere”.

 

Cristo ha vinto la morte! – ha proseguito Soddu – egli ha vinto le nostre morti: quelle dell’egoismo, della prevaricazione, dell’orgoglio, dell’odio, della paura, della confusione, della droga, della non accoglienza, delle guerre. E vincendo la morte ha dato al mondo la pace. Davanti alle notizie che quotidianamente ci giungono a mezzo degli organi di informazione e di comunicazione sociale siamo messi di fronte a una storia che dice tutto il contrario: ciò che vince è la morte, l’inimicizia, l’odio; e ciò che regna non è la pace quanto piuttosto la guerra, la distruzione e quindi il peccato. Dovremmo riflettere sempre di più sull’accostamento, anzi sulla relazione intrinseca che lega questo binomio: guerra/distruzione e peccato; compreso tutto ciò che vi sta alla base e da cui si originano. Pertanto, senza andare molto lontano, dobbiamo avere consapevolezza che anche nella nostra Italia come anche nelle nostre città e borghi emergono, più o meno prepotentemente ma con assoluta chiarezza, dei segni contradditori rispetto a questo giorno di Pasqua”.