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Gubbio, 400 cittadini senza medico di base: Usl 1 trova soluzione

Euro Grilli
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Il direttore del distretto Alto Chiascio Usl Umbria 1, Paola Tomassoli, si è messa subito al lavoro e in accordo con il comitato dei medicina generale del territorio ha trovato una soluzione al problema denunciato dai residenti delle frazioni a sud del Comune di Gubbio (Belvedere, Colonnata, Santa Cristina, Val di Chiascio, Monte Urbino) che dal prossimo 20 aprile sarebbero rimasti senza il servizio del medico di base. In pratica un medico eugubino per i prossimi sei mesi si recherà all'ambulatorio di Belvedere. Ad attenderlo ci saranno i 400 cittadini residenti che nei giorni scorsi avevano scritto al sindaco Filippo Stirati. Si tratta di un rimedio temporaneo, ma intanto risolve fino a ottobre il problema, in attesa ovviamente di trovare una soluzione definitiva a una esigenza importante che aveva portato gli interessati a scrivere al Sindaco.

 

 

Una questione sulla quale sono intervenuti anche i rappresentanti della Lega eugubina. “La Usl 1 ha individuato una soluzione provvisoria per garantire l’assistenza di un medico di base ai cittadini delle frazioni sud di Gubbio. Dalla sinistra e dal sindaco Stirati solo polemiche prive di senso”. A intervenire sono i consiglieri comunali della Lega Gubbio Michele Carini e Sabina Venturi assieme al coordinatore territoriale Luca Ramacci e al consigliere regionale Manuela Puletti. “Per l’ennesima volta dall’inizio della pandemia la sinistra cavalca la preoccupazione dei cittadini e strumentalizza criticità nazionali, come le difficoltà nell’individuare le professionalità di medici e operatori sanitari che operino nel territorio, cercando il pretesto per attaccare la sanità regionale – proseguono – Lo stesso sindaco Stirati si è dimostrato molto abile nel passare in poco tempo da accusare la Regione Umbria, a prendersi dei meriti che non gli competono affatto. Come Lega - ribadiscono - ringraziamo la Usl 1 e il direttore generale Gilberto Gentili che su nostra istanza si è attivato per giungere ad una soluzione, seppur temporanea, ma comunque necessaria per rispondere alle esigenze del territorio, estendendo le competenze del medico di base di Sigillo alle frazioni a sud del Comune di Gubbio (Belvedere, Colonnata, Santa Cristina, Val di Chiascio, Monte Urbino), passando dai 1.500 mutuati attuali ai 1.800 necessari”.

 

 

Grazie alla soluzione individuata, scrivono “si riuscirà a porre rimedio ad una situazione di difficoltà che non interessa solo un territorio in particolare, ma riguarda molte realtà in tutta Italia e questo la sinistra e il sindaco non possono non saperlo. Nella provincia di Terni, ad esempio, su 32 medici di base andati in pensione si è riusciti a sostituirne solo 12 e non per mancata volontà della Regione Umbria, ma per l’impossibilità di sviluppare le adeguate convenzioni e per ulteriori impedimenti che l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha più volte manifestato al Ministero. Le facoltà di medicina a numero chiuso, nonostante la pandemia e le mutate esigenze, che non permettono il ricambio generazionale dei medici di base”.