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Umbria, reddito di cittadinanza: respinta una domanda su due

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Alessandro Antonini
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In Umbria quasi la metà delle richieste di reddito di cittadinanza è stata respinta. E’ il dato aggiornato dall’inizio dell’anno ad oggi. Le verifiche dell’Inps sui requisiti sono sempre più stringenti tanto che il 46,7% delle istanze è stato rimandato al mittente. In numeri assoluti, 1.525 su 3.267. Nel dettaglio, nella provincia di Perugia sono state 1.236 le domande accolte nel 2022, 1.098 quelle respinte. Ok a 506 richieste nella provincia di Terni, no a 427. Il dato fornito da Inps mette in evidenza come sia in crescita il fenomeno delle pratiche presentate senza i crismi per essere ammesse. Gli uffici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale sono accurati ed evitano assegni indebiti in quasi un caso su due, stando alla fotografia più recente. Ma non mancano i controlli a valle. L’ultima maxi indagine dei carabinieri delle legioni Umbria, Lazio, Toscana, Marche, Sardegna, inquadrati nel comando interregionale Podgora e dei locali nuclei carabinieri ispettorato del lavoro, ci dice che su 554 persone controllate nella regione 29 sono risultate prive dei requisiti e quindi denunciate con 178.075 euro di redditi percepiti indebitamente. Complessivamente nei territori in cui si è sviluppata l’inchiesta sono scattate 955 denunce per percezione del beneficio in violazione della normativa. Nel dettaglio, in base a quanto è stato ricostruito nel fascicolo dagli inquirenti, sono stati scoperti percettori che avevano omesso di dichiarare di essere proprietario di beni immobili per i quali percepiva reddito. 

 

 

 


E ancora: altri avevano dichiarato il falso circa la composizione del proprio nucleo familiare, con relativo reddito, e anche un falso luogo di residenza. Nella lunga lista c’è chi aveva omesso di dichiarare misure di prevenzione o cautelari a proprio carico o di familiari, chi lavorava in nero, stranieri che avevano dichiarato falsamente di essere residenti in Italia da 10 anni e pertanto, come indicato dalla legge speciale sull’Rdc, non hanno i requisiti per incassare il beneficio. Le irregolarità emerse nei comuni delle cinque regioni controllate sono 955, circa il 10% delle 9.575 persone controllate. Tra i denunciati ci sono 584 soggetti già noti alle Forze dell’ordine e 472 stranieri. In tutto sono emersi 5.245.341 euro percepiti indebitamente.
E’ stata definita fondamentale per il buon esito dell’attività la sinergia istituzionale con l’Inps che ha fornito la propria collaborazione all’Arma. All’ente previdenziale, cui è già stata data comunicazione degli illeciti accertati, tocca ora avviare la procedura per il recupero della somma complessiva indebitamente percepita. Che per il cuore verde ammonta appunto a oltre 178 mila euro. 

 

 


Lo scorso anno in Umbria, da marzo a luglio, sono stati scovati ben 3.700 furbetti del reddito di cittadinanza. Un gruppo di rumeni e altri cittadini comunitari, nel numero di 200, prendeva l’assegno standosene nei paesi di provenienza. Avevano espletato le pratiche attraverso un Caf perugino compiacente. Non sono mancati i processi in tribunale: un 27enne marocchino, residente a Perugia, percepiva il reddito di cittadinanza pur guadagnando 20 mila euro all’anno di stipendio. E’ finito davanti al giudice. Ad oggi in Umbria sono in pagamento 6.679 assegni di reddito di cittadinanza nella provincia di Perugia e 2.652 in quella di Terni.