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Nodo Perugia, Anas e Regione al lavoro per finanziare subito secondo stralcio

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Secondo stralcio del Nodo, Regione e Anas al lavoro per far inserire il finanziamento nel prossimo Def. Il documento di economia e finanza da approvare nelle prossime settimane potrebbe già contenere i circa 250 milioni per la tratta a due corsie tra Madonna del Piano e l’uscita per Sant’Andrea delle Fratte. La notizia non è smentita dall’assessore regione ai Trasporti Enrico Melasecche, che sta lavorando a questo obiettivo insieme alla governatrice Donatella Tesei. Il secondo stralcio si aggiunge al Nodino tra Collestrada e Madonna del Piano già in fase di progettazione e per il quale ci sono già le risorse. Ossia altri 250 milioni. Nodino più secondo stralcio è la posizione che mette d’accordo tutta la maggioranza di Palazzo dei Priori: non a caso è previsto in questi giorni il deposito da parte di tutti i partiti di governo di un ordine del giorno che dice sì alla variante fino all’ex Silvestrini, ribaltando il documento di qualche mese fa contro il Nodino.

 

 

 

 

Promotore Michele Cesaro, consigliere di FI. Ma ci sono abboccamenti in corso anche con l’opposizione. Del resto il secondo tratto è il cardine della proposta che era stata avanzata dal neo segretario comunale dei dem, Sauro Cristofani: l’accesso alla città come aggiunta Nodino è per lui la conditio sine qua non all’approvazione dell’intero progetto. Del resto i soldi ci sono, in questa fase: e potrebbero arrivare indirettamente anche dai fondi Pnrr, fa sapere Cristofani. “Ci sono opere - spiega - inizialmente finanziate dal ministero dei lavori pubblici, ma poi per alcune di queste si è deciso di procedere con il piano di ripresa e resilienza e così al ministero si sono liberate risorse”. Che possono andare sul secondo stralcio. Da qui la convergenza di intenti. A livello istituzionale è attesa a la benedizione della presidente della Provincia di Perugia, Stefania Proietti.

 

 

 

 

 

Così si chiude il cerchio degli enti. Sul Nodino dopo il rendering Anas si stanno riducendo le critiche. Melasecche sottolinea il fatto che on la maxi galleria non impatta le aree protette. “L’Anas - dice Melasecche - ha fatto degli studi sulle falde che hanno consentito di abbassare il piano di campagna di quella che è diventata un’unica galleria dall’ingresso fino al Tevere, unendo quello che nel progetto iniziale era il primo tratto di galleria artificiale a quello successivo della galleria naturale in modo da evitare che i veicoli potessero tornare alla luce, creando quindi un’unica galleria di circa 3,5 km che impedisce qualsiasi impatto anche visivo fra il traffico che devia verso sud ed il bosco”.