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Umbria, il turismo riparte ma alberghi e ristoranti non riescono a trovare personale

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La stagione turistica è ripartita ma i lavoratori stagionali stanno diventando sempre più una rarità. Dai camerieri ai cuochi, dai baristi ai lavapiatti, a tutto ciò che ruota attorno al comparto: si parla di circa duemila figure indispensabili per rilanciare le imprese stremate dall’emergenza sanitaria prima e dalle difficoltà provocate dalla guerra in Ucraina poi. Gli annunci di ricerca addetti si moltiplicano anche sui social ma di disponibilità ne arrivano poche.

 

 

 

 

“Il personale richiesto è legato a tutta la filiera, dal personale di sala all’assetto al bancone nei bar ai portieri di notte sino all’aiutante in cucina - conferma il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Matteo Fortunati - Il maggior nemico è il reddito di cittadinanza. Infatti questi lavori sono molto impegnativi dal punto di vista fisico in rapporto a quelle che sono le retribuzioni e le persone disoccupate preferiscono aderire alla forma di sostegno statale piuttosto che essere assunti in forma non stabile. In questa fase di ripartenza, Assoturismo ritiene fondamentale un’opera incisiva di defiscalizzazione dei contratti del settore turistico in modo da garantire retribuzioni maggiori. In seconda battuta - continua Fortunati - andrebbe rivisto il sistema del reddito di cittadinanza, strumento importante per chi ha reali problematiche ma che dovrebbe essere utilizzato per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro e non per disincentivare l’occupazione”. 

 

 

 

 

L’osservatorio Demoskopika ha fatto una previsione di quella che sarà la stagione 2022 stimando i flussi turistici sulla base dell’imposta di soggiorno rilevabile dal sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope) e delle recenti statistiche dell’Istat per il 2021. Per quanto riguarda l’Umbria le presenze stimate sono 5.068.277, + 29,4% rispetto allo scorso anno. In evidente crescita anche gli arrivi (1.891.392), + 43,3% rispetto al 2021. Effetto positivo anche sulla spesa turistica: ben 390.257.336 euro previsti, con una crescita del 7,1% rispetto al 2021. La stima,comprende complessivamente l’andamento dei flussi turistici sia italiani che stranieri.