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Spoleto, postina nasconde migliaia di lettere in camera: denunciata

Chiara Fabrizi 
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Una montagna di posta mai consegnata trovata nella camera da letto di una portalettere residente a Spoleto, dove da anni presta servizio. La cinquantenne è stata denunciata dai carabinieri per violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza a margine di un'indagine innescata da Poste italiane, per cui la postina lavorava da molti anni. A dare input all'attività degli investigatori, prima interni alla stessa azienda e poi dell'Arma, sono stati direttamente i cittadini che all'inizio dell'anno hanno presentato una raffica di reclami formali a una delle filiali di Spoleto, segnalando che ormai da giorni non ricevevano più bollette né altro tipo di corrispondenza.

 

 

Gli ispettori interni di Poste italiane hanno quindi acceso un faro sulla vicenda e nel giro di poco hanno compreso che effettivamente qualcosa non stava funzionando e l'hanno segnalato ai carabinieri. Da qui è scattato il controllo stradale della portalettere, in quel momento libera dal servizio e al volante dell'auto personale. Nell'abitacolo i militari hanno trovato quattro grosse buste, di quelle riutilizzabili per la spesa alimentare, piene di corrispondenza prevalentemente ordinaria, anche se gli inquirenti ritengono ci fosse anche posta tracciata, come ad esempio raccomandate. Alla richiesta di chiarimenti per la presenza della significativa mole di lettere non imbucate nelle cassette della posta dei destinatari la donna è apparsa in evidente difficoltà e non ha saputo fornire una spiegazione. A quel punto è stata portata in caserma per accertamenti e a seguire è scattata la perquisizione domiciliare. Qui, precisamente nella sua camera da letto, sono state trovate circa 3 mila lettere mai consegnate, alcune delle quali avrebbero dovuto essere messe nelle mani dei destinatari anche da tre mesi. A suo carico è stata quindi formalizzata la denuncia, mentre tutta la corrispondenza trovata in suo possesso è stata riconsegnata a Poste italiane, che in questi giorni procederà a imbucarla nella cassetta delle lettere dei destinatari.

 

 

In base a quanto emerge, comunque, la portalettere non si sarebbe intascata alcunché in termini di stretto valore economico, fermo restando il danno all'azienda e soprattutto alle utenze. In questo senso, comunque, ulteriori accertamenti sono tuttora in corso, ma al momento resta un rebus il motivo del comportamento della postina, che in base a quanto emerge lavora da anni per Poste italiane e alle spalle ha una carriera senza ombre. Oltre alle contestazioni penali, la dipendente è anche al centro di un'indagine interna per valutare i provvedimenti disciplinari conseguenti, in attesa dei quali la postina non sta più prestando servizio.