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Turismo in Umbria, gli italiani salvano la Pasqua

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Gli italiani spingono la ripartenza del turismo in Umbria. Forse non sarà una Pasqua da tutto esaurito ma di certo, dopo le disdette degli stranieri arrivate con lo scoppio del conflitto in Ucraina, la situazione sembra evolversi in maniera positiva anche in vista degli altri ponti festivi in arrivo. Federalberghi ha condotto un sondaggio tra gli iscritti e i risultati sono lusinghieri dopo i lunghi periodi di incertezze dovute a pandemia, guerra e rincari. “Abbiamo preso in esame un campione di 80 strutture che, per Pasqua, stanno registrando un’occupazione media di circa il 70% - spiega il presidente regionale, Simone Fittuccia - In particolare, gli hotel che si trovano in prossimità dei centri storici sono pieni al 75%, un po’ meno bene vanno quelli che si trovano in posizioni più decentrate. I numeri sono più che confortanti se confrontati allo zero assoluto dello scorso anno, nel 2019, invece, la percentuale di occupazione degli alberghi in questo periodo si attestava tra il 90 e il 95%. Diciamo, comunque, che cominciamo a vedere la luce”. Il presidente Fittuccia sottolinea che il mercato è quasi esclusivamente nazionale e che il pernottamento medio è inferiore ai tre giorni. “A influire sui tempi di permanenza sono i rincari generalizzati che pesano anche sulle famiglie generando paura per il futuro e quindi spingendole a frenare sulle spese”, spiega Fittuccia. 
Buono l’andamento anche per gli agriturismi.

 

 

 

 

 

“Negli ultimi giorni c’è stata una forte crescita delle prenotazioni - evidenzia Elena Tortoioli, presidente Terranostra Umbria - A Pasqua si prenota per ben 3 notti. Quindi possiamo dirci soddisfatti che tanti turisti alla ricerca del relax e della buona tavola scelgano le nostre strutture Terranostra di Campagna Amica, affidabili, garantite e capaci di unire alla tradizione contadina esperienze innovative e servizi ricercati”. Anche il direttore di Coldiretti Umbria, Mario Rossi, traccia un quadro positivo: “I numeri relativi alle prenotazioni sono molto incoraggianti - evidenzia - complice anche il bel tempo siamo riusciti a raggiungere una buona percentuale di riempimento che può ancora salire vista la tendenza alle prenotazioni all’ultimo minuto. In Umbria secondo gli ultimi dati Istat, si contano 1373 strutture, con 412 dedite alla ristorazione, 235 alla degustazione e 1145 ad altre attività. I posti letto sono 23.862 mentre quelli a tavola sono 13.654. Numeri che rendono la cifra di un comparto in forte crescita e che riveste un ruolo di primo piano nel turismo extra alberghiero. “Le nostre strutture - aggiunge il direttore -possono davvero svolgere un ruolo centrale per una vacanza made in Umbria capace di offrire attraverso il turismo di prossimità un’occasione per conoscere da vicino i piccoli e meravigliosi borghi della nostra regione, per riscoprire la bellezza della vita di campagna e per gustare le nostre tipicità agroalimentari. Devono rappresentare dunque la premessa e la scommessa dalla quale ricominciare per il rilancio economico, culturale e sociale di questa regione”.

 

 

 

 

 

 

A confermare il buon andamento delle prenotazioni in vista della Pasqua anche Chiara Filippi, titolare de La Miniera di Galparino, a Città di Castello. “E’ rimasto solo un appartamento libero, quindi possiamo dirci soddisfatti - evidenzia - Ancor più soddisfatti, per noi che facciamo anche solo ristorazione, per quanto riguarda le prenotazioni dei tavoli per Pasqua: da settimane abbiamo il tutto esaurito. Bene anche Pasquetta”. Francesco Valigi, titolare di Casale Valigi a Narni, vede questa Pasqua come un emblema di ripartenza. “Abbiamo prenotazioni anche per quattro notti - spiega - e questo ci fa ben sperare. Molte le famiglie che arrivano da Roma, comunque quasi tutte italiane. Ormai le prenotazioni vengono fatte quasi tutte all’ultimo minuto, per cui è complicato fare pronostici. Ma abbiamo già qualcosa per maggio, giugno e persino per luglio e agosto per cui i segnali sembrano incoraggianti”.