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Pasqua in Umbria, nei ristoranti è già sold out. Arrivano i primi turisti stranieri

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Ristoranti già sold out per Pasqua. Molti i titolari dei locali che, con inaspettato anticipo, si sono visti costretti a chiudere le prenotazioni, altri stanno per superare il limite massimo di capienza e si apprestano a farlo. “Sono 54 anni che lavoriamo in centro e ormai i nostri clienti sono collaudati, non ci abbandonano - spiega sorridendo Palmiero Milletti, titolare dello storico ristorante Da Cesarino di piazza IV Novembre, a Perugia - Noi abbiamo tutti i tavoli già assegnati da tempo”. 

 

 

 

 

 

Andamento positivo anche per Fabrizio Nofri Onofri, titolare del Balestruccio a Ferro di Cavallo: “Abbiamo quasi tutto pieno - evidenzia - nel giro di un giorno, massimo due, probabilmente chiuderemo le prenotazioni. E’ un segnale che vogliamo leggere come incoraggiante, una ripartenza che speriamo non sia soltanto legata alla Pasqua”. E’ chiuso nella domenica della festa, invece, L’Altromondo in via Cesare Capitali, sempre nel capoluogo di regione. “La domenica è il nostro giorno di riposo e abbiamo voluto rispettare la tradizione - racconta Anna Castellani - ma riceviamo così tante telefonate che di sicuro, stando aperti, avremmo avuto il pienone. A Perugia si è appena concluso il Festival del giornalismo, evento che richiama un grande numero di persone e che anche quest’anno non ha deluso le aspettative”. Anche a Foligno si respira ottimismo. Matteo Martellini che insieme al padre e allo zio, Gian Luca e Francesco, gestisce uno dei ristoranti più conosciuti e apprezzati della città, Il Cavaliere di via Venti Settembre, racconta che il locale è quasi al completo. Così come quasi al completo anche il ristorante Al Monastero di Bevagna. “Si tratta di un ex monastero di clausura che abbiamo preso in gestione nel luglio 2021 - spiega - un luogo molto suggestivo che anche in vista della Pasqua ci sta già dando grandi soddisfazioni”. A Orvieto fa il tutto esaurito il celebre ristorante I sette consoli, in piazza Sant’Angelo. “Abbiamo da tempo chiuso le prenotazioni - ammette con orgoglio il titolare, Mauro Stopponi - anche se nelle ultime ore si è liberato un tavolo per due a causa della positività al Covid di una delle persone che aveva prenotato. Il nostro è un piccolo locale e quindi facciamo presto a riempirlo ma la tendenza sembra positiva, la sensazione è che dopo due anni di tentennamenti ci sia finalmente una piccola ripresa. Cominciamo a rivedere i turisti, per esempio, anche stranieri e soprattutto americani. Abbiamo molte prenotazioni per tutto il mese di aprile ma anche per maggio e questo ci sembra di buon auspicio”. 

 

 

 

 

 

 

Bene anche a Terni. “A una settimana dalla Pasqua abbiamo già il tutto esaurito - spiega Alessandro Paolucci, titolare del ristorante Da Ale in via Fratini - siamo in pieno centro e questo poteva essere un handicap perché la gente generalmente ha voglia di andare fuori, spostarsi. Invece siamo al completo anche per Pasquetta. Sentiamo ritornare l’entusiasmo tra gli operatori del turismo, ci sono diversi affittacamere che hanno tutto prenotato a partire da giovedì. Speriamo che questa Pasqua segni la ripartenza del nostro settore. Noi, come regalo ai nostri clienti, abbiamo mantenuto invariati i prezzi di listino nonostante siamo schiacciati dagli aumenti, a partire da energia elettrica e gas. Abbiamo pensato, però, che in un momento così complicato fosse opportuno stringere la cinghia e andare avanti”. E’ quanto conferma Carlo Ghista, presidente dell’associazione provinciale cuochi Terni, uno dei protagonisti della ristorazione nella città dell’acciaio e al vertice provinciale della Fiepet, l’associazione della Confesercenti che riunisce le piccole e medie imprese di commercio, turismo e servizi. “La gente riprende a muoversi, ha voglia e necessità di ritornare a uscire e da questo punto di vista anche il bel tempo ci sta aiutando - spiega - si cominciano a rivedere i turisti, le prenotazioni stanno andando bene e questo ci riempie di speranza. Da parte nostra stiamo cercando di mantenere invariati i prezzi anche se non è facile visti i rincari cui siamo costretti a far fronte. Tuttavia dobbiamo metterci dalla parte delle famiglie e capire che in questo momento così complicato, non sarebbe giusto alzare i prezzi. Teniamo duro, quindi”.

 

 

 

 

 

 

Un po’ meno buono il bilancio che tirano dal ristorante La Prepositura, nel centro storico di Trevi, locale molto suggestivo e per questo scelto anche per le cerimonie. “Non sta andando per niente bene rispetto agli anni del pre Covid - evidenzia la titolare, Valentina - il ristorante è molto grande e le prenotazioni vanno a rilento, soprattutto da parte degli umbri. La gente ha paura, c’è un clima di profonda incertezza che, insieme ai rincari generalizzati, scoraggia molto a spendere. I turisti, per fortuna, sembrano cominciare ad arrivare”.