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Anestesista morta in Giordania, Lucia Menghini tamponata da un furgone e sbalzata fuori dall'auto: la ricostruzione dell'incidente

Alessandro Antonini
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Lucia Menghini sarebbe morta sul colpo, sbalzata in strada dall’automobile in cui si trovava, a seguito di un tamponamento. La polizia di Amman avrebbe così ricostruito la dinamica dell’incidente stradale in cui è morta la 31enne dottoressa di Foligno, specializzanda in anestesia, e sono rimaste gravemente ferite le colleghe coetanee Marta Orsini e Cristina De Propris residenti a Perugia.

 

 

Le tre umbre sarebbero state tamponate alle 19 di venerdì da un furgone nella zona di Aqaba, cittadina a sud distante circa 300 chilometri da Amman. Stavano tornando nella capitale giordana per prendere l’aereo che le avrebbe dovute riportare in Umbria ieri. Furgone che avrebbe tamponato l’auto a noleggio su cui viaggiavano, che ha il tetto scoperto. Lucia si trovava sul sedile posteriore e sarebbe stata sbalzata fuori dall’auto. Sarebbe morta sul colpo ed è stata trasportata con le due amiche ferite - in gravi condizioni - nel locale ospedale. Marta e Cristina qualche ora dopo sono state trasferite nel nosocomio di Amman. 

 

 

Sono in corso le analisi autoptiche sul corpo di Lucia e solo in seguito agli accertamenti la locale procura disporrà il rientro della salma in Italia per i funerali. Sono in corso anche le indagini per stabilire eventuali responsabilità della persona alla guida del furgone. E le sue condizioni al momento dell’impatto. Sulla ricostruzione dei fatti sta compiendo accertamenti anche l’ambasciata italiana ad Amman. I mezzi coinvolti nello scontro sarebbero stati posti sotto sequestro. Lucia era tirocinante anestesia all’ospedale di Spoleto e avrebbe dovuto prendere poi servizio nel Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il primario del reparto, Edoardo De Robertis, insieme ai vertici dell’Università di Perugia, con il rettore Maurizio Oliviero, sono in contatto con i diplomatici italiani in Giordania e con i medici che stanno curando le due sopravvissute. In caso di miglioramento - a ieri erano stazionarie nella gravità - delle condizioni di Marta e Cristina e di trasportabilità delle pazienti, su decisione dei familiari (in genitori sono andati in aereo ad Amman sabato pomeriggio) potrebbe essere disposto il trasferimento nelle strutture sanitarie dell’ospedale di Perugia. Proprio il reparto diretto da De Robertis si è già messo a disposizione. Tutto dipende dalle condizioni cliniche delle due 31enni.