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Marsciano, nasce comitato per rilanciare il centro storico

Massimo Fraolo
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“Non permetteremo che il nostro centro storico, luogo di memoria e patrimonio architettonico da salvaguardare, continui a restare in stato di abbandono”. È la denuncia del Comitato centro storico di Marsciano, nato su iniziativa di alcuni residenti dell’area più antica del paese e presieduto da Carlo Briziarelli. Con lui, quali soci fondatori, ci sono il vice presidente Giampaolo Betti, Alberto Alpini, Giorgio Bazzanti, Roberto Biscarini, Fabiano Coletti, Giuliano Granocchia, Nicoletta Sagrazzini e Fabio Santini.

 

 

Un gruppo di amici che non ha mai abbandonato questo posto, racchiuso nel perimetro delle mura dell’antico castello e popolato ad oggi da 426 residenti, dove sono nati, cresciuti e dove hanno scelto di continuare a vivere. Impegnandosi ora in prima persona per tentare di far rivivere quella che è la parte più vecchia di Marsciano, dal punto di vista demografico, sociale, culturale ed economico. Partendo dalle questioni più semplici ma anche urgenti: il decoro di molti edifici, vie e altri spazi. Questioni annose, spesso oggetto di richieste e sollecitazioni, anche alle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni. Ed è con la massima istituzione cittadina che ora vogliono confrontarsi.

 

 

“Chiederemo un incontro in Comune – spiegano – per presentare le nostre richieste, partendo da situazioni non più procrastinabili. Quest’area non è solo di chi la abita ma di tutti i marscianesi ed è un patrimonio che sta andando perduto. Non è possibile lasciare edifici in stato di abbandono e noncuranza e che, ad esempio, si utilizzino le vie di accesso come posteggi, lasciando auto parcheggiate per tutta la notte. Mesi fa si è anche verificato il crollo di una porzione di tetto di una casa non abitata e ciò ha creato una sorta di discarica a cielo aperto, a causa dei pezzi di muratura, ma anche degli escrementi dei piccioni che si sono accumulati. Problema quest’ultimo che tra l’altro si ripresenta anche a ridosso dei contenitori dei rifiuti. Non è questo il centro che vogliamo”.