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Terni, Lorenzo Barone in Tanzania pedala sotto attacco delle mosche tse tse

Alessandro Picchi
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Lorenzo Barone prosegue il suo tragitto africano lungo la via terrestre più lunga del mondo, con destinazione la Russia.  Come aveva preannunciato al Corriere lo scorso lunedì, l’avventuriero di San Gemini, in provincia di Terni, è entrato nello stato della Tanzania e, dopo aver pedalato 5.369 km dalla partenza in Sudafrica, si era lasciato alle spalle lo Zambia.

 

“Ho attraversato una piccola frontiera nel nord dello Zambia con due casette e un tendone militare”, aveva raccontato proprio lunedì sui suoi canali sociali. “In entrambe le frontiere (dello Zambia e della Tanzania) non avevano neanche un computer, solo due grossi registri di carta con scritto sopra ‘Entry’ e ‘Exit’”. Dal lato della Tanzania, due ragazzi giovani in t-shirt quando mi hanno visto arrivare hanno aperto l’ufficio: uno mi ha controllato i documenti, poi l’altro ha preso il timbro e mi ha stampato il passaporto".

"Per fortuna avevo ottenuto il visto elettronico già pagato online, altrimenti per pagare il visto in frontiera, essendo domenica, avrei dovuto aspettare oggi (lunedì, ndr) per cambiare dei soldi nella banca della cittadina di Mbala. Come con i paesi precedenti, appena superato il confine ho avuto subito la sensazione di essere in un luogo completamente diverso. È cambiato il paesaggio e la strada è diventata più stretta".

"Le persone non vivono più nelle capanne, ma in delle casette con i mattoni e, soprattutto, tra i centri abitati ci sono meno abitazioni isolate rispetto allo Zambia, ciò mi permette di ricominciare a campeggiare liberamente”.

 


“Questi giorni - ha poi ripreso a raccontare giovedì - sto percorrendo delle strade sterrate stupende in mezzo alla vegetazione, sempre più fitta mano a mano che mi avvicino all'equatore. Lungo il percorso ho visto tanti animali e anche le orme di un ippopotamo che aveva attraversato la strada. Al contrario di tutti i paesi precedenti non sto facendo più spesa nei market e, a dire la verità, neanche se ne trovano più eccetto nelle città... Mangio il cibo che cucinano e vendono per strada le persone locali, spendendo circa 1-2 euro a pasto. Mi sto trovando benissimo anche con le persone. Facendo un paragone con i paesi precedenti, mi sento molto più sicuro qui rispetto sia allo Zambia che al Sudafrica”. 


Mercoledì aveva pubblicato un video esplicativo sul suo percorso attraverso il parco "Katavi national park" dove, con una retina ad avvolgergli la testa, pedalava mentre era attaccato dalle mosche tse-tse. Poi il giorno seguente aveva scritto, in una caratteristica situazione passata all’aria aperta a 1700 metri sul livello del mare: “Stanotte è arrivato un acquazzone tropicale fortissimo, ma per fortuna la tenda ha retto. Ora smonto tutto e riparto, sperando di riuscire a pedalare nel fango”. Proprio il video in cui viene attaccato dalle mosche ha catturato anche l'attenzione di Jovanotti che ha dato il suo sostegno al giovante ternano con un like su Instagram.