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Perugia, crediti fittizi per il bonus facciate: l'indagine si allarga

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Fra. Mar.
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Promette di allargarsi l’inchiesta sui falsi crediti di imposta generati su interventi edilizi mai realmente effettuati. L’inchiesta, nei giorni scorsi ha portato al sequestro di 8 milioni e 877 mila euro nel cassetto fiscale della società che, secondo la ricostruzione accusatoria avrebbe acquistato 10 milioni di crediti da altre società - a loro volta acquisiti da persone fisiche - senza averne la capacità economica. Secondo quanto emerso dalle indagini della guardia di finanza, coordinate dal pm Manuela Comodi, al centro del raggiro c'è una società di consulenza aziendale che fino al 2020 ha avuto sede legale a Spoleto e poi trasferita a Roma e aveva un unico dipendente residente a Perugia (non indagato).

 

“La stessa - recita una nota della Procura - dopo articolate concatenazioni e cessioni da parte di imprese prive della benché minima struttura operativa e aziendale avrebbe acquisito la titolarità di crediti artatamente creati e in parte ancora presenti nel cassetto fiscale”. Si tratta appunto 8 milioni e 877 mila euro bloccati dalla finanza. Che sono stati acquisiti da aziende per cui, “alla luce degli accertamenti - sta scritto agli atti - nessuna avrebbe avuto la capacità economica di acquistare crediti fiscali per svariati milioni. Inoltre le dinamiche descritte hanno manifestato non comuni doti imprenditoriali in capo ai rispettivi amministrativi in aperto contrasto con il profilo su tracciato: infatti gli stessi rilevantissimi importi acquistati sono stati ceduti lasciando nel cassetto fiscale delle società un saldo pari a zero o quasi”. Nei confronti di queste 4 società, la Procura guidata da Raffaele Cantone ha chiesto e ottenuto un decreto di sequestro preventivo di quote per un valore di 20 milioni di euro. 

 


Ma non finisce qui: nella misura emessa dal gip Margherita Amodeo, si parla infatti di un giro molto più cospicuo di crediti di imposta, probabilmente creati in maniera fittizia come secondo l’accusa sarebbero stati creati quelli al centro di questa indagine. Nel registro degli indagati sono finiti i quattro legali rappresentanti delle quattro società coinvolte. Tutti sono accusati di aver “comunicato all'Agenzia delle Entrate la cessione di falsi crediti fiscali generati per lavori edilizi di ristrutturazione delle facciate di edifici mai eseguiti, mediante la procedura web piattaforma cessione crediti - e successivamente acquistati tramite apposita funzionalità”. Il legale rappresentante della società che ha acquistato dalle altre tre i dieci milioni è indagato pure per truffa perché secondo perché “con artifizi e raggiri consistiti nell'acquisto di crediti di imposta fittizi e nel cederne una parte a Poste Italiane per un importo nominale di 1 milione e 219 mila euro inducendo in errore Poste sull'effettività del credito ceduto”.