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Gualdo Tadino, Tagina riprende la produzione dopo il secondo stop per il caro energia

Eleonora Sarri
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Tagina ha riacceso i forni e ripreso la produzione. A un mese di distanza dal secondo fermo dello stabilimento di Gualdo Tadino dovuto al costo insostenibile del gas per alimentare i forni, l'azienda ceramica del gruppo Saxa Grès è tornata in funzione. Insieme a lei anche gli stabilimenti di Anagni e Spilimbergo, mentre per Roccasecca si tratterebbe di questione di giorni. “Siamo vivi, siamo riusciti a ripartire - ha dichiarato il presidente di Saxa Grès, Francesco Borgomeo (nella foto) - Fortunatamente i clienti ci vengono dietro e grazie a una nuova contrattazione del prezzo possiamo avere un paio di mesi di serenità davanti”. I 130 dipendenti dell'azienda gualdese possono così interrompere la cassa integrazione e rientrare in fabbrica.

 

 

Si naviga a vista - ammette Borgomeo senza nascondere gli enormi problemi che l'industria italiana sta affrontando - e anche chi eroga il gas non fa previsioni sui prezzi. L'unica certezza che abbiamo è che la speculazione attualmente ci fa pagare 1,30 euro al metro cubo anche se ora noi compriamo gas che i fornitori hanno acquistato diciotto mesi fa pagandolo 15 centesimi”. Borgomeo punta il dito contro la speculazione in atto e chiama in causa il governo. “La scelta di non calmierare il prezzo sarà devastante in termini produttivi per il nostro Paese - afferma - e le risorse che non sono state messe in campo per tenere sotto controllo i costi dell'energia dovranno comunque essere spese per pagare la cassa integrazione o i mancati incassi dell'Iva che non arriveranno per lo stop delle industrie”. 

 

 

L'ultima che in Umbria ha optato per il fermo alla produzione è stata la Colussi di Petrignano d'Assisi. Per tre mesi e una settimana gli oltre 300 dipendenti saranno in cassa integrazione. Una decisione presa dall'azienda alimentare come conseguenza “dell'aumento vertiginoso dei costi energetici e delle materie prime”. Proprio la mancanza di grano dovuta alla guerra tra Russia e Ucraina ha fatto optare Colussi per questa soluzione. Invece a Gualdo Tadino si cerca di essere ottimisti, prendendo una decisione che al momento appare controcorrente. “Diciamo che cerco di anticipare i tempi - ha aggiunto Borgomeo - Sono stato tra i primi a chiudere (il primo blocco alla produzione è avvenuto a gennaio, ndr) e ora sono il primo a ripartire. Senza interventi governativi però questa situazione rischia di trasformarsi in una strage per le aziende italiane”.