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Covid in Umbria, in quattro mesi reinfettate 17mila persone a causa di Omicron 2

Francesca Marruco
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Sono 17 mila le persone in Umbria che, dall'inizio dell'anno, sono risultate positive al Covid dopo averlo già contratto in precedenza. Il dato è stato fornito ieri nel corso della conferenza stampa sull'aggiornamento pandemico. Il dottor Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico ha spiegato che diversi studi fatti all'estero hanno dimostrato che Omicron 2 reinfetta chi ha avuto le altre varianti. Nello specifico “sono circa il 40% quelli che avevano già avuto Delta e gli altri Omicron 1”. Nella conferenza di ieri è stato sottolineato come la curva dei contagi, che in Umbria prima che in altre regioni si era nuovamente impennata a causa di Omicron 2 sta lentamente scendendo. “Anche se lentamente” ha sottolineato Cristofori, scende. L'incidenza ogni mille abitanti è infatti a 1.134 mentre il 29 marzo era a 1.347. Forse anche per il fatto che i tamponi - come è stato illustrato - stanno diminuendo. Del resto, con la fine dello stato di emergenza e le nuove regole, non ci sono più indagini epidemiologiche per i contatti e i tamponi vengono fatti da sintomatici o paucisintomatici.

Ciò nonostante “su quattro persone che si fanno il tampone almeno una è positiva, un rapporto ancora elevato” ha concluso l'esperto.  Un altro tema importante è stato quello dell'occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid. Ieri infatti in Umbria il totale dei degenti positivi era di 283 persone. Ovvero oltre il 40%, secondo Agenas. Un dato molto alto che non si raggiungeva da aprile dello scorso anno. Ad ogni modo, hanno specificato la professoressa, Daniela Francisci, primario di Malattie infettive e il commissario all'emergenza Covid in Umbria, Massimo D'Angelo, “il 60% dei degenti positivi scopre di avere il Covid solo al momento del ricovero, ovvero vengono portati in ospedale per altri motivi”. 

La professoressa Francisci ha inoltre spiegato che i non vaccinati che arrivano in ospedale “hanno forme gravi tanto quelle provocate dalle altre varianti”. La professoressa ha raccontato del caso di una 90enne non vaccinata poi deceduta a causa di Omicron 2. Francisci ha inoltre spiegato che, dall'inizio dell'anno sono stati effettuati 530 trattamenti con la pillola anti Covid. L'assessore regionale, Luca Coletto, ha sottolineato che "il 31 marzo è ufficialmente cessato lo stato di emergenza legato al Covid, ma la Regione Umbria continuerà a gestire questa fase di transizione verso la normalità con la massima attenzione. In questo senso abbiamo prorogato le Usca fino al 30 giugno chiesto al ministro Speranza di far rientrare le Usca nella normale dotazione organica del servizio sanitario. Le Unità di sorveglianza infatti, in Umbria, con una alta percentuale di popolazione anziana, il servizio assume una grande utilità per evitare anche spostamenti ai cittadini e accessi inappropriati ai pronto soccorso”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l'assessore ha detto che per le nomine dei direttori di Usl e ospedali ci sarà da attendere 2-4 settimane. “La valutazione - ha detto - è andata oltre i tempi previsti anche perché alcuni commissari si sono dimessi o sono cambiati”. Coletto ha spiegato poi che le valutazioni in corso “non vogliono per forza dire un mandare a casa tutti. Non ci saranno grosse sorprese”.