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Perugia, addio agli spazi extra per i dehors e pagamento anticipato: commercianti in rivolta

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Francesca Marruco
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Dehors in centro storico: è caos. I ristoratori stanno scoprendo infatti negli ultimi giorni che possono anche dire addio agli spazi aggiuntivi guadagnati in tempo di Covid per dare un po’ di ossigeno alle loro casse dopo mesi durissimi. Per vie brevi infatti il Comune ha fatto sapere loro che non verranno rinnovati gi spazi aggiuntivi di suolo pubblico concessi loro in virtù dell’emergenza e pure a costo zero. Ma, stato di emergenza o no, gli esercenti sono sul piede di guerra. “L’emergenza è finita per chi?” dicono. “Va bene che non c’è più lo stato di emergenza - spiega Sergio Mercuri, presidente di Confcommercio Perugia - ed è una legge nazionale, ma qui non ci è stata fatta alcuna comunicazione. Zero concertazione. E non solo i ristoratori non avranno più lo stesso spazio concesso loro lo scorso anno e dovranno tornare a quello del 2019, ma cambia tutto anche per il pagamento. Se prima infatti si poteva pagare la concessione del suolo pubblico in tre rate, adesso va fatto in un’unica rata e anticipatamente, altrimenti non c’è nessuna autorizzazione”.

 


In realtà basti farsi un giro in centro per vedere che tavoli fuori ce ne sono. Eccome. E questo perché, come previsto, tutti i ristoratori hanno fatto domanda entro il 31 gennaio in modo da poter piazzare dehors alle prime avvisaglie di bel tempo. E fin qui problemi non ce ne sono stati perché ancora era in vigore lo stato di emergenza. Ma da qualche giorno tutto è cambiato. Lo stato di emergenza è terminato il 31 marzo e adesso i tecnici del Comune stanno facendo il giro delle attività commerciali per misurare il suolo pubblico di cui potranno usufruire, di qui in avanti. In questi giorni di passaggio, di fatto, chi ha messo tavoli e sedie in spazi concessi con l’emergenza Covid è tecnicamente abusivo. Mercuri parla di “ritardi” e spiega di aver “cercato ripetutamente assessori e dirigenti”. “Abbiamo mandato loro una lettera” spiega, “perché c’è assoluto bisogno di un confronto. Sarebbe stato molto meglio un piano da concertare insieme prima di trovarsi in questa situazione”.

 


E c’è pure chi non solo si vede negato lo spazio concesso gratuitamente durante il Covid ma anche quello che aveva prima della pandemia per opinabili richieste di vicinato. Ma il problema che accomuna tutti è quello del pagamento anticipato per la concessione. “Veniamo da un anno molto difficile - spiega Mercuri - gli incassi sono stati fortemente ridotti a causa della situazione pandemica. Nell’ultimo periodo gli stessi ristoratori poi hanno pagato bollette pazzesche e ora si trovano anche questo salasso da saldare in anticipo”.