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Perugia, dopo la morte della 17enne ispezione ministeriale in ospedale

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Francesca Marruco
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Dopo la morte di Maria Elia a 36 ore dal ricovero e l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, in ospedale sono arrivati gli ispettori del ministero della Salute. L’ispezione si è svolta nella giornata di ieri e, come da prassi, oltre alla medicina legale e alla direzione ha coinvolto tutti i medici e gli operatori che hanno avuto in cura Maria. Ognuno di loro è stato ascoltato e ha spiegato i passaggi effettuati nelle 36 ore in cui la ragazza è stata nelle mani degli operatori sanitari del Santa Maria della Misericordia. Gli ispettori del ministero hanno ovviamente acquisito le cartelle cliniche e consultato tutti gli atti per arrivare ad accertare se dal momento dell’arrivo di Maria in ospedale sia stato seguito un percorso corretto anche con riguardo alle linee guida aggiornate nelle cure

 


Secondo quanto appreso, la minore, è arrivata venerdì al pronto soccorso e il suo codice è velocemente passato dal verde al rosso in virtù della gravità riscontrata. Arrivata con la madre lamentando una febbre persistente, ha subito mostrato un quadro respiratorio fortemente compromesso. Dal pronto soccorso è stata immediatamente trasferita in rianimazione proprio in virtù della situazione gravissima. Alla ragazza è stata infatti trovata una polmonite bilaterale. Il tampone che ha escluso il Covid ha invece rivelato la presenza dell’influenza A. In quel frangente, come raccontato dal padre della ragazza, che ha sporto denuncia, un medico ha ipotizzato la presenza del sottotipo H1N1, che sarebbe poi stato escluso con l’esito definitivo degli esami in cui sarebbe stato individuato invece il sottotipo influenzale H3N2. E non era l’unica cosa che stava aggredendo in maniera così inarrestabile il corpo della giovane Maria. Gli esami hanno infatti rivelato anche la presenza dello stafilococco meticillino-resistente (MRSA). Una combinazione micidiale che ha causato una coinfezione diventata per lei letale. 

 

 


In ospedale, ora finito al centro dell’inchiesta ministeriale, si racconta di equipé impegnate pancia a terra per strappare questa ragazza alla morte. Ma il suo corpo non rispondeva a nulla. Non ai sette antibiotici somministrati. Non alla ventilazione meccanica. In ospedale dopo il suo decesso si era già deciso di fare un esame diagnostico, poi con la denuncia c’è stata l’autopsia - svolta dalla dottoressa Donatella Fedeli - di cui ora si attendono gli esiti. Anche per chiarire, una volta per tutte, la presenza o meno di H1N1 che secondo i familiari sarebbe stata comunicata loro da alcuni medici. Ma non solo. Dall’autopsia si attende infatti anche la conferma o meno della presenza di una tossina che potrebbe aver causato una necrosi dei tessuti polmonari. La stessa tossina - attivabile dallo stafilococco - potrebbe essere la responsabile di un eritema che Maria aveva avuto qualche giorno prima attribuito a un mucolitico assunto per la forte tosse.