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Aereo precipitato in Svizzera, trovato il corpo del pilota umbro di Castiglione del Lago.

Nicola Torrini
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È stato individuato ieri il corpo di Massimo Giua, il pilota umbro 63enne, residente nel comune di Castiglione del Lago, che era alla guida del Cessna 208 Caravan precipitato mercoledì sulle Prealpi orientali svizzere. Era poco distante dai resti dell’aereo. Le condizioni climatiche che comunque continuano a essere avverse, aggravate dal fatto che il luogo dello schianto risulta essere particolarmente inaccessibile, non hanno permesso di recuperare il corpo. Da quanto fa sapere il sindaco Matteo Burico, informato della situazione, anche privatamente poiché l’uomo è il padre della compagna, “il recupero risulta difficoltoso e ci vorrà del tempo”. 

 


Fino a ieri, d’altronde, nell’area montagnosa del Säntis, dove il relitto dell’aereo si trova tutt’ora, aveva continuato a nevicare rendendo inizialmente impossibile l’approntare interventi di ricerca e soccorso sul posto. Si attendeva perciò che la situazione metereologica migliorasse per poter far entrare in azione le squadre di emergenza. Come spiegava sin da subito la polizia cantonale svizzera di San Gallo, per poter accedere nell’aspro canalone in cui erano stati individuati i rottami del velivolo, a pochi metri da un precipizio, era necessario calare il personale specializzato esclusivamente con un argano a fune. Soltanto ieri pomeriggio, quindi, si è potuto approntare un elicottero che ha permesso a una squadra di alpinisti di calarsi sul posto con un verricello.

 


La collisione con la montagna si è verificata mercoledì scorso verso le 13.30, quando la società Skyguide, che monitora lo spazio aereo svizzero, aveva perso il segnale radar del velivolo pilotato da Giua. Il Cessna volava a una quota di circa 7.100 piedi, a 166 nodi di velocità, sembra in una situazione di fitta nebbia e perciò di scarsa visibilità. L’uomo era l’unica persona a bordo. Era un esperto pilota, membro dell’Aeroclub Etruria e specializzato nei voli per il lancio di paracadutisti. Stava rientrando dalla Germania dove si era recato per svolgere una manutenzione specialistica proprio su quell’aereo. Si tratterà ora di capire le cause dell’incidente. Il recupero dei rottami, che non sarà comunque semplice, di certo dare qualche risposta. A occuparsi dell’indagine è il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza. Le speranze di ritrovare Massimo Giua vivo erano scarse sin dall’inizio, come aveva chiarito fin da subito la polizia svizzera. Ora la drammatica conferma della morte che lascia un profondo dolore tra la famiglia, gli amici e l’intera comunità castiglionese.