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Terni, Lorenzo Barone è arrivato nello Zambia: ha percorso 5.000 km in bici

Alessandro Picchi
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“Da quando sono partito sono giornate un po’ impegnative”, ironizza Lorenzo Barone, il giovane avventuriero di San Gemini in viaggio con la sua bici dal Sudafrica alla Russia. Lorenzo si riferisce alla sua non costante reperibilità. Non che si pretenda che lo sia, deve godersi il viaggio. Poi, al Corriere, prosegue il racconto nel suo messaggio vocale, sempre in sella alla bici, con un tono lievissimamente affannato e gioioso.

 

“Sto tenendo una media di oltre 120 chilometri al giorno, da quarantaquattro giorni. Oggi supero i 5 mila chilometri percorsi dall’inizio del viaggio (20 febbraio 2022 ndr) e dopodomani dovrei entrare in Tanzania. È bello. È nuovo. E farlo così, piuttosto rapido, senza fermarsi a vivere nei luoghi dove si passa, ti permette di vedere e vivere tutta la trasformazione dei paesaggi, delle persone, degli ambienti. In questi 5mila km trascorsi, oltre all'adattamento dell'essere umano nelle varie condizioni climatiche, ho visto un enorme differenza culturale ed economica, non solo tra i vari paesi ma anche tra le varie zone”.

“Vedere tutto ciò dal sellino della bicicletta è incredibile”, aveva specificato Barone giovedì sulla sua pagina Facebook, dopo aver percorso oltre 1200 km nello stato dello Zambia ed aver raggiunto la cittadina di Mpika.

 

“Sono entrato in questo Paese senza sapere cosa aspettarmi - continua l’esploratore originario di San Gemini - il 95% delle persone incontrate fino ad ora sono sorridenti, amichevoli e disposte ad aiutarmi in caso di necessità: dal montare la tenda nel terreno privato, all’indicarmi dove trovare dell'acqua. Il 5%, invece, essendo un paese povero, vede l'uomo bianco come un conto bancario in movimento e ci sono spesso persone che mi urlano in inglese ‘Muzungu!’, ‘Dammi i soldi!’ o i ragazzini che si mettono in punti dove la strada è distrutta - e dove quindi bisogna rallentare - per poi rincorrermi pretendendo soldi e oggetti. Da quando sono entrato nello Zambia, anche se amo campeggiare liberamente, ho sempre chiesto il permesso e sostato all'interno di proprietà private”.

Evito il campeggio libero - prosegue Barone - perché le persone sono ovunque, non sono chiuse in casa davanti alla televisione, al computer o a giocare alla PlayStation. Non sono neanche chiuse negli uffici, nelle scuole o ferme nel traffico. Ci sono i bambini che corrono nei campi, famiglie di fronte al fuoco che cucinano, uomini che zappano la terra, donne che camminano al lato della strada trasportando qualsiasi cosa sulla testa con un equilibrio incredibile, ragazzi in bici che trasportano legna o carbone, e così via… La vita qui si svolge all'aria aperta. Vivono in mezzo alla natura, in una dimensione completamente diversa dalla nostra dell’Occidente”, conclude Lorenzo.