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Maria Elia, l'ultimo saluto alla ragazza stroncata a 17 anni dopo un ricovero in ospedale a Perugia

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Francesca Marruco e Alessandro Antonini
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Lo strazio nel dover lasciare andare una figlia di appena 17 anni sta tutto in quel padre che non riesce a staccarsi dalla bara della sua bambina. La sua principessa. Ieri un lungo applauso ha accompagnato la bara di Maria Elia all’uscita dalla chiesa di Ponte San Giovanni, scelta proprio per ospitare i tantissimi che hanno voluto darle un ultimo saluto. Con quella bara bianca ricoperta da un tappeto di rose bianche e rosse se n’è andata la felicità di un papà e una mamma, ormai piegati da un dolore indicibile. Lo stesso con cui devono convivere da una settimana. Dal momento in cui il cuore della loro principessa ha smesso di battere arrendendosi alla furia di una malattia che l’ha sconfitta nel giro di pochi giorni. 

 


La giovane era stata ricoverata nella notte tra venerdì e sabato scorso al Santa Maria della Misericordia perché i sintomi dell’influenza che l’aveva colpita già da cinque giorni si erano fatti più importanti e meno gestibili. Primo fra tutti quello della difficoltà a respirare. Ma nel giro di nemmeno 36 ore, nonostante gli innumerevoli tentativi che i medici delle equipe del Pronto soccorso e della Rianimazione hanno messo in atto, Maria si è spenta. In quel lasso di tempo i medici le hanno provate tutte. Ventilazione meccanica, farmaci antivirali e sette tipi di antibiotico. Tutto mentre cercavano di capire cosa avesse la ragazza. Hanno fatto test per qualunque tipo di malattia, leucemia compresa, subito esclusa. Così come hanno escluso il Covid con due tamponi negativi

 


“Ai genitori - dice l’avvocato Antonio Cozza che insieme a Nicodemo Gentile assiste il padre - sabato hanno detto che si trattava di influenza suina”. Di certo è che la ragazza ha avuto una polmonite bilaterale fulminante che l’ha condotta alla morte con un decorso incontrastabile. Quando è arrivata in ospedale aveva già una grave insufficienza respiratoria. Dopo una prima ipotesi sull’influenza A, è arrivato poi il risultato completo che ha isolato il virus influenzale H3N2, non H1N1, ma un sottotipo che nel 2005 ha fatto il salto dalla specie suina a quella umana. Ma, purtroppo per Maria non era l’unico ospite nel suo corpo. La ragazza infatti aveva pure un’infezione causata da stafilococco meticillino-resistente (MRSA). Una combinazione che, in casi rarissimi, spiegano fonti mediche, ha una letalità del 70% nel giro di poche ore. I bronchi di Maria già fiaccati dall’influenza sono stati poi attaccati dal batterio che non le ha lasciato scampo. I genitori, pur dicendo di non voler puntare il dito contro nessuno, hanno lanciato una raccolta fondi e sporto denuncia. La Procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento a carico di ignoti nell’ambito del quale è stata disposta ed eseguita l’autopsia.