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Terni, invalida ottiene la pensione dopo sei anni di attesa

Maria Luce Schillaci
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Sei anni di battaglie legali a Terni per vedersi riconosciuta la pensione di invalidità civile. E’ la storia di una donna ternana, dipendente Inps per anni. Una battaglia che va avanti dal 2016 e che ora è arrivata a una sentenza positiva per la ricorrente. La donna, assistita dagli avvocati Maria Teresa Lavari del Foro di Terni e Virginia Marchesini del Foro di Perugia, aveva ricevuto un secco rifiuti dell’assegno ordinario d’invalidità nonostante lamentasse, con atti documentati, di essere affetta da malattie di gravità tale da ridurre in modo permanente di un terzo la capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle sue attitudini.

“E’ incredibile e assurdo – spiega l’avvocatessa Lavari - come la giustizia dovrebbe avvantaggiare i cittadini, invece di snervarli con passaggi di parte in parte fino allo svilimento. Alla fine in questo caso la mia assistita ha avuto ragione, ma con tanta pazienza, lavoro e molta ansia per lei”. Di fatto la signora in questione si è vista trasferire la sua causa prima al giudice del lavoro e poi alla Corte dei Conti “per mancanza - questa la motivazione - di competenza in merito”, per poi andare a finire al Tribunale di Terni. Ma non è tutto perché è entrata in gioco anche la Cassazione che ha riportato la questione in mano alla Corte dei Conti fino all’ultima sentenza. Lungaggini che si scaricano sulla pelle dei cittadini.

La donna si è trovata dunque per anni in mezzo a giudizi, perizie mediche, (per invalidità riconosciuta per un terzo) e accertamenti medici e tecnici, un calvario che poi per fortuna è finito bene per lei: alla fine infatti la Corte dei Conti ha dichiarato il diritto della donna all’assegno di invalidità “a decorrere dal 25 maggio del 2015, con accessori di legge”, condannando l’Inps a rifondere la signora in questione per le spese di lite, liquidate per le varie fasi giudiziali in 5 mila euro.