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Scuola dell'infanzia, da oggi obbligo mascherina per chi ha compiuto 6 anni: genitori in rivolta a San Mariano

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Il decreto è ministeriale, ma l’applicazione sarebbe a discrezione della scuola”. A sottolinearlo alcuni genitori di Corciano, perplessi, al pari di altri, sulla circolare del ministero dell’Istruzione inerente l’applicazione in ambito scolastico delle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022. Il documento, infatti - “dalla sera alla mattina” ribadisce una mamma - ha sancito l’obbligo di indossare la mascherina per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia ma che hanno già compiuto 6 anni. “E’ difficile far capire loro – sottolineano i genitori – che saranno gli unici a indossare il dispositivo in mezzo ai compagni che non lo fanno”. Nel plesso della Direzione Didattica, al quartiere Girasole a San Mariano, fin da questa mattina all’ingresso il clima è incandescente. Si parla di raccolta firme per evitare una norma che si percepisce come discriminatoria.

 

 

La cosa ancora più grave è che le collaboratrici scolastiche abbiano fatto entrare, sulla base di un elenco già predisposto, solo i bambini con la mascherina! Cosa c’era di diverso dal giorno precedente? Il virus non circola allo stesso modo anche se si sono o meno compiuti questi benedetti 6 anni? Ieri questi stessi bambini non potevano essere lo stesso portatori di Covid?” aggiungono ancora. La norma ha modificato una situazione codificata dal decreto dello scorso agosto, poi convertito in legge a settembre che aveva basato l’obbligo di indossare la mascherina a seconda del tipo di scuola (infanzia no, primaria si). Ora, invece, la discriminante è diventata l’età.

 

 

Da qui la confusione, perché nell’ultimo anno di scuola materna ci sono bambini che non hanno ancora compiuto 6 anni e non indosseranno il dispositivo e altri, quelli più grandi che hanno compiuto gli anni nei primi mesi del 2022, che saranno obbligati a farlo. I genitori corcianesi, pertanto, chiedono che si ritorni a ragionare come in precedenza, ma la situazione è fluida e, assicurano, il confronto con la scuola – che per ora si è limitata a ribadire che la norma è governativa – non finirà di certo qui.