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Perugia, cinque arresti per spaccio: tassi da usura per chi non pagava

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Fra. Mar.
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Cinque misure cautelari per altrettante persone ritenute responsabili - insieme ad altri coindagati - di aver gestito un fiorente giro di spaccio di cocaina e hashish sono state eseguire ieri mattina dai finanzieri del Gico di Perugia.  Nel corso dell’inchiesta, partita un anno fa, le fiamme gialle hanno sequestrato 40 chili di sostanza stupefacente. In una sola occasione i militari della Sezione Goa del Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria alla guida del tenente colonnello, Michelangelo Tolino, hanno sequestrato una partita da 26 chili di hashish. 

 

 

 

Il resto, altro fumo e cocaina. L’imponente giro di affari era gestito dai cinque, italiani e magrebini destinatari di ordinanze di custodia cautelare: tre in carcere, uno ai domiciliari e per uno è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. nell’inchiesta sono coinvolte anche altre 4 persone, indagate a piede libero.  Lo spaccio, come hanno documentato i finanzieri del comando provinciale alla guida del colonnello, Antonella Casazza, avveniva in mezza provincia di Perugia: coinvolte le città di Perugia, Assisi, Bastia Umbra, Cannara, Spello, Bevagna, Cannara e Montefalco. In particolare a Perugia la base era Ponte San Giovanni, dove uno degli arrestati lavorava in una macelleria. 

 

 

Nel corso delle indagini, i finanzieri - coordinati dal pm, Gennaro Iannarone e dall’Aggiunto, Giuseppe Petrazzini - hanno anche appurato che in un caso un pusher ha minacciato un cliente. Gli aveva dato cocaina per 4mila euro e questo non potendo ripagare subito il debito era in difficoltà. Dopo due settimane lo spacciatore gli aveva chiesto 21 mila euro. Per il gip, Valerio D’Andria, che ha disposto le misure, “l’esistenza di una collaudata rete criminale e una prolungata attività illecita” è dimostrata dagli elementi raccolti