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Umbria, record di bocciati al concorso per insegnanti, scatta il ricorso al Tar

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“Anche in Umbria abbiamo registrato un record di bocciature che conferma il dato nazionale: 9 candidati su 10 non ce l’hanno fatta”. Carla Falcinelli, presidente regionale Codacons, parla di un numero incredibile di bocciature al concorso ordinario per diventare docenti di scuole medie e superiori, bandito quasi due anni fa ma rinviato causa Covid. 
In Umbria sono in ballo 465 posti mentre le domande arrivate, secondo i dati ministeriali, sono 7.765. Inizialmente il bando prevedeva una preselezione, due prove scritte di cui una su contenuti disciplinari e l’altra su metodologia didattica e una prova orale. 

 

 

 

 


Il decreto 23 del 5 gennaio 2022, però, ha approvato delle modifiche per snellire la procedura concorsuale introducendo alcune novità tra cui un’unica prova scritta distinta per ciascuna classe di concorso e per ciascuna tipologia di posto da svolgersi nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione. Questa prova consiste nella somministrazione di 50 quesiti a risposta multipla, ognuno dei quali prevede una domanda seguita da quattro risposte di cui una sola esatta. Il primo calendario delle prove è stato avviato a metà marzo ed è stato un disastro. “Quiz assurdi, domande sbagliate e irregolarità di vario tipo sono state segnalate dai candidati - spiega Falcinelli - per cui il Codacons nazionale ha deciso di procedere con una class action che coinvolge tutte le regioni interessate tra cui l’Umbria. Un ricorso collettivo per tutelare i diritti di quanti hanno sostenuto l’esame risultando bocciati a causa degli errori contenuti nelle domande a risposta multipla o per i quesiti assurdi non in linea con le finalità del concorso”. 
Domande a volte impossibili (qual è l’azione numero 23 del Piano nazionale per la scuola digitale?), a volte con risposte “tutte sbagliate” come nel caso segnalato da una candidata umbra che si è rivolta al sindacato Gilda. “La domanda in sé era semplice - ha spiegato l’aspirante prof - se non fosse che tutte le risposte erano errate, come ho potuto poi constatare per cui io ho perso un sacco di tempo a cercare di capire per poi selezionare una risposta a caso”. La candidata segnala anche un diverso comportamento tenuto dalle commissioni: “In alcune sedi è stato permesso di utilizzare carta e penna - evidenzia - ma non nella sede dove ho svolto io il concorso e questo non mi sembra corretto per la parità di tutti i candidati”. Patrizia Basili, coordinatrice provinciale Gilda Insegnanti dell’Umbria, mette sul piatto una serie di problemi: “La retribuzione per i membri delle commissioni del concorso è quasi assente, questo rende molto difficile reperirli”, attacca.

 

 

 

 

E continua: “ La selezione a crocette è una invenzione della amministrazione per poter correggere le prove in modo veloce ma non è attendibile poiché non permette di valutare aspetti della professionalità, che vanno al di là del nozionismo e che sono evidentemente fondamentali. Una selezione così imprevedibile e iniqua - evidenzia - apre inevitabilmente la strada alle sanatorie poiché moltissimi dei candidati esclusi, in realtà stanno già lavorando come insegnanti; un concorso equo ed attendibile sarebbe stato di gran lunga preferibile, rispetto a questa bocciatura di massa che poi sarà seguita da sanatorie altrettanto indiscriminate”. 
Tutti i candidati dell’Umbria possono aderire al ricorso collettivo del Codacons contattando l’associazione o attraverso il sito internet della stessa.