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Umbria, i paesi del terremoto come paradisi fiscali: aliquota al 7% per i pensionati stranieri

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Una fiscalità agevolata per i pensionati residenti all’estero che decidono di trasferirsi nei comuni terremotati. E’ quanto previsto nel decreto Sostegni ter diventato legge e pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 73 del 28 marzo. E’ il cosiddetto modello Portogallo: aliquota al 7% per chi sceglie di vivere nei comuni interessati dal sisma del 2009 (L’Aquila), del 2016 e del 2017 (Umbria, Lazio e Marche). La norma estende, di fatto, quanto già prevista per i territori del Sud (Sicilia , Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia) con riferimento in particolare ai comuni con una popolazione non superiore ai 20mila abitanti.L’aliquota al 7%, secondo quanto previsto dal provvedimento, può essere applicata alle persone fisiche che non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace e trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa. Allo stesso tempo, le agevolazioni sono valide per i primi cinque periodi di imposta successivi a quello in cui diviene efficace, in pratica per cinque anni. L’obiettivo di questa legge, infatti, è quello di convincere a rientrare in Italia i connazionali che hanno passato all’estero lunghi periodi della propria vita. Un incentivo che dovrebbe aiutare i Comuni terremotati a ripopolarsi nel tempo. 

 

 

 

 

“Questa norma è molto significativa non solo e non tanto perché mira ad attrarre verso un territorio meraviglioso persone che possono spendere sulla base di quello che succede già in altre parti del mondo - ha spiegato il deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi che ha seguito molto da vicino l’iter - ma soprattutto perché riconosce la specificità di un territorio martoriato al pari delle regioni del Sud. Lo avevamo fatto anche per i crediti di imposta e sviluppo. Non sempre a livello nazionale - ha continuato Nevi - si comprende il dramma dei cittadini e delle straordinarie imprese che vivono e lavorano in quei luoghi martoriati più volte dal terremoto, dal Covid e ora anche dagli effetti della guerra. Voglio ringraziare i sindaci, primo fra tutti quello di Norcia, Nicola Alemanno, perché ogni giorno ci stimola a lavorare in Parlamento con proposte serie e concrete”.

 

 

 

Sempre per le zone colpite dal sisma del 2016, a partire dal 6 aprile e sino al 4 maggio 2022, le imprese e i lavoratori autonomi che hanno sede nella zona franca urbana istituita nei comuni delle regioni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, potranno presentare la domanda per richiedere le esenzioni fiscali e contributive. 
Le risorse che sono state rese disponibili per le agevolazioni sono pari a circa 60 milioni di euro. Un’altra misura per aiutare i comuni terremotati a riprendersi scongiurando lo spopolamento che sta attanagliando soprattutto i centri più piccoli.