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Indagine contro la mafia arriva a Terni. Confiscati 300 mila euro a imprenditore

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È stato confiscato per un valore complessivo di sei milioni di euro, il patrimonio di proprietà di Benedetto Bacchi, detto Ninì. A dare esecuzione al provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo -Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del questore di Palermo, la Polizia di Stato. Nello specifico si tratta di 10 beni immobili, 7 società operanti nel settore edile e in quelle dei giochi e scommesse, delle quali alcune situate a Malta, 4 veicoli, 6 rapporti finanziari, una quota societaria e diritti di credito pari a 300 mila euro di una impresa operante a Terni. Si tratta di una start un con sede a Maratta che già due anni fa era finita sotto la lente degli inquirenti. Secondo l'accusa sarebbe stata utilizzata per riciclare il denaro sporco riconducibile all'organizzazione criminale.

La figura di Benedetto Bacchi, 50 anni, imprenditore attivo nel settore dei giochi e delle scommesse on line, è emersa nell’ambito delle indagini condotte dalla squadra mobile di Palermo relative all’operazione denominata Game over. Tale attività investigativa ha confermato, secondo l'accusa, l’esistenza di una forte e indissolubile compenetrazione tra l’attività dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra e la gestione e distribuzione sul territorio delle sale gioco e scommesse in seno alle quali, quotidianamente, si muove una mole di denaro, spesso sottratta a qualunque forma di controllo legale e fiscale, che rappresenta una delle più cospicue fonti di reddito degli ultimi anni per la stessa associazione criminale. 

Il 26 ottobre scorso Benedetto Bacchi è stato condannato dal Tribunale di Palermo, all’esito del giudizio ordinario, alla pena di 18 anni di reclusione per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso e per i reati, anche questi aggravati dalla stessa circostanza, di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.