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Norcia, ricostruzione post sisma: sindaco Alemanno condannato a un anno e tre mesi per Casa Ancarano

Chiara Fabrizi
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Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e altre due persone sono state condannate a un anno e tre mesi per violazioni del Testo unico sull'edilizia e del Codice dei beni culturali e del paesaggio in relazione alla costruzione, mai terminata causa sequestro, del centro polivalente Casa Ancarano finanziato con le donazioni ai terremotati. Questa la decisione del giudice Dorita Fratini che ha condannato il primo cittadino, ma anche Venanzo Santucci, ovvero il presidente della Pro loco di Ancarano (committente dei lavori e proprietaria dell'area), e Riccardo Tacconi, direttore dei lavori, a pagare un'ammenda di 60 mila euro ciascuno, ordinando contestualmente il ripristino dello stato dei luoghi e quindi la demolizione delle opere costruite prima che le autorità apponessero i sigilli al cantiere.

 

 

La sentenza rappresenta un precedente destinato a pesare, perché costituisce la prima pronuncia tra quelle attese su una serie di opere post sisma, la più significativa delle quali è certamente il PalaBoeri, autorizzate con ordinanze del primo cittadino sulla scorta di deroghe introdotte dalla Protezione civile nell'autunno 2016 per gestire l'emergenza terremoto. Queste strutture, tra cui rientra anche la sede della Pro loco di Norcia, sono finite dall'inizio del 2018 nel mirino della Procura di Spoleto che ne ha sempre contestato sia la temporaneità che l'impiego delle deroghe introdotte per l'emergenza, evidenziando come le finalità di Casa Ancarano, Pala Boeri e la sede della Pro loco di Norcia fossero al di fuori del perimetro tracciato coi provvedimenti dalla Protezione civile, che autorizzavano deroghe per realizzare alloggi per gli sfollati, scuole, municipi, presidi sanitari e altro.

 

 

In questo senso, ieri pomeriggio, il pm Patrizia Mattei ha incassato dal giudice la prima conferma su indagini da più parti fortemente contestate, a cominciare dagli amministratori locali e regionali che in quei mesi gestivano l'emergenza sisma. Il difensore di Santucci e Tacconi, l'avvocato David Brunelli, ha già annunciato che impugnerà la sentenza, reputandola “in contrasto non solo con il diritto, ma soprattutto con la giustizia”. Malgrado i tentativi, invece, non è stato possibile parlare col sindaco e i suoi legali, gli avvocati Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci, con quest'ultimo che aveva chiesto un rinvio dell'udienza per motivi personali, respinta con l'opposizione della Procura.