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Terni, cellulari, droga e chiavette usb consegnati in carcere col drone

Simona Maggi
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Cellulari, chiavette usb e perfino droga arrivati dal cielo nell’istituto di massima sicurezza di Terni per mezzo di un drone. E’ quanto hanno scoperto gli agenti penitenziari del carcere di Sabbione nel turno serale di domenica. Per la precisione sono stati 21 i cellulari sequestrati, ma oltre ai telefonini sono state trovate anche sostanze stupefacenti leggere da fumo e dispositivi per memorizzare dati dai computer. Secondo quanto accertato dalla Penitenziaria, che sta approfondendo le indagini sull’accaduto, il materiale era destinato a esponenti legati alla criminalità organizzata detenuti nella casa circondariale ternana.

 

 

L'operazione è scattata, come detto, domenica sera, quando alcuni agenti penitenziari, coordinati dal comandante, Fabio Gallo, hanno intercettato un drone radiocomandato all’esterno dell’area di massima sicurezza, a cui era agganciato un sacchetto contenente appunto i cellulari. I telefonini venivano recapitati non più di quattro-cinque a viaggio per non appesantire troppo il sacchetto collegato al drone. Secondo gli investigatori era stato messo in moto un sistema ben organizzato e molto sofisticato che ora è stato smantellato grazie a un servizio di osservazione iniziato già da un paio di mesi, predisposto su coordinamento della procura di Terni. Proprio dalla procura ternana da tempo sarebbe stato aperto un fascicolo proprio riguardo un traffico di cellulari dall’esterno all’interno del carcere. L'operazione di domenica è servita a individuare chi materialmente si occupava del ritiro della merce e della consegna all’interno della casa circondariale, ma non è stato al momento ancora scoperto chi da fuori si occupava di recapitare il materiale nel carcere. 

 

 

Sempre secondo la prima ricostruzione dei fatti, secondo gli inquirenti un operatore a distanza inviava il drone con il sacchetto contenente cellulari, droga leggera e dispositivi usb a una finestra del carcere che aveva un particolare segno di riconoscimento. Il drone arrivava fino al punto designato e scaricava la merce che poi veniva conservata in un magazzino clandestino allestito all’interno della casa circondariale. Successivamente i cellulari e gli altri materiali (la droga comunque recuperata è di modica quantità) venivano smistati all’interno dello stesso carcere di Sabbione. Sempre secondo le ipotesi formulate dagli inquirenti, le consegne con il drone avvenivano la domenica perché è il giorno in cui il numero degli agenti in servizio è limitato. Le indagini stanno proseguendo a ritmi serrati in particolare per accertare se ci siano anche altri esponenti legati alla criminalità organizzata destinatari della merce inviata via drone. Anche ieri all'interno dell’istituto di pena sono state effettuate perquisizioni. La notizia del sequestro dei 21 cellulari trasportati con un drone si è diffusa lunedì sera quando il segretario nazionale del sindacato di categoria Sarap, Roberto Esposito, si è congratulato con il personale che ha condotto l’operazione sottolineando l'eccellente opera di sorveglianza nella casa circondariale da parte degli agenti che ogni giorno vi lavorano all’interno.