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Umbria, 80 richieste per fondo salva bollette. Cardella: "Cinque casi già risolti"

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In meno di una settimana abbiamo ricevuto 80 richieste via telefono e abbiamo provveduto a pagare le utenze di cinque persone selezionate. In un caso si è presentato un uomo con una mole imponente di bollette scadute, per un totale di 1.100 euro. Gli era già stato staccato il gas e gli stavano per togliere la luce”: è il bilancio fatto da Fausto Cardella, presidente della Fondazione per la prevenzione dell’usura.

 

 

L’ex procuratore generale della Repubblica ha fatto il punto con il Corriere dell’Umbria sulla nuova misura varata solo lo scorso giovedì: un prestito fino a 1.200 euro per pagare - a chi non può farcela da solo perché in difficoltà economica - le bollette di luce e gas gravate da rincari. Un beneficio a cui possono accedere tutti coloro che hanno un Isee annuale sotto i 20 mila euro e hanno cedole scadute da almeno 30 giorni. Il fondo messo a disposizione dal capitale dell’ente è di 120 mila euro e arriva dai vari soci: Regione, Comuni, Camera di commercio, Caritas, Confindustria, Frati minori etc. I soldi sono in parte di provenienza pubblica non possono essere regalati: dovranno essere restituiti, senza interessi a condizioni più che vantaggiose. Cioè 36 rate, con partenza dal 13 mese - un anno di abbuono - successivo al pagamento delle bollette. Che viene effettuato direttamente dalla Fondazione.

 

 

“La Fondazione ha deciso di intervenire stanziando una somma tratta dal suo patrimonio privato - spiega Cardella - e rappresenta il 15% del totale. Abbiamo due fonti di entrata: una è il Mef, per le fidejussioni delle banche da utilizzare nella nostra attività ordinaria, l’altra sono i soci pubblici. Con la dotazione di 120 mila euro potremo soddisfare al massimo le domande di un centinaio di persone, poi dovremo fermarci se non ci sarà ulteriormente alimentato, o dai soci o da chiunque voglia partecipare. E’ impensabile attingere ancora al nostro capitale, comprometterebbe l’attività principale. Lo strumento c’è, noi (presidente e funzionari della Fondazione, ndr) prestiamo il nostro servizio gratuitamente. Ma servono nuove risorse per andare avanti”.