Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Foligno, costretto a chiudere ristorante pizzeria per colpa dei rincari

Gabriele Grimaldi
  • a
  • a
  • a

“Avviso a tutti i nostri affezionati clienti. Dopo tanta indecisione, dubbi e perplessità sono giunto ad una conclusione. Devo ammettere che è una scelta sofferta perché sono anni che faccio questo lavoro e che ho amato con tutte le sue sfaccettature. E’ sofferta perché vado contro il parere di mia madre Ivana che non si rassegna ad andare in pensione... Il ristorante pizzeria da Sandro chiude definitivamente”. E’ con questo semplice, ma toccante messaggio affisso alla porta di ingresso del ristorante-pizzeria vicino la rotatoria della Madonna della Fiamenga a Foligno e pubblicato sulla pagina Facebook che Sandro (ma anche Ivana, Antonio, Marina, Ivo e tutto lo staff) ha comunicato la decisione di chiudere la loro attività.

 

 

“Con tutti gli aumenti dei costi delle materie prime non si riusciva più ad andare avanti – spiega Ivo Pennacchi – perché non si riusciva più a lavorare con qualità e quantità. Per un po’ ci abbiamo provato, ma poi mio fratello Sandro ha detto basta. Ha gettato la spugna”.
La famiglia Pennacchi dal 1988 è attiva nella ristorazione a Foligno e dal 2010 lavorava stabilmente nella pizzeria ristorante “da Sandro”. 
“La passione per questo mestiere c’è da sempre – aggiunge Ivo Pennacchi – per cui la decisione è stata molto sofferta”.
Tanti sono stati i messaggi di sostegno che proprietari e staff stanno ricevendo. Sui social c’è chi scrive anche da Venezia, ricordando che “ci siamo stati nel 2020 e contavamo di tornare, mangiare da voi era come stare a casa”. E’ uno dei più significativi, ma non è l’unico.

 

 

“Prima della pandemia, le domeniche, facevamo il maialino arrosto casareccio e c’era gente che da Roma e dall’Emilia veniva a mangiarlo da noi – svela Ivo con un pizzico di nostalgia – mia madre è della vecchia scuola e cucinava tutta roba genuina. Tanti ci chiamano per chiedere il motivo per cui abbiamo chiuso e noi gli rispondiamo che, purtroppo, non è più possibile lavorare con ottime materie prime, mantenendo prezzi adeguati. Per stare al passo mio fratello Sandro avrebbe dovuto raddoppiare o triplicare il listino prezzi”.