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Umbria, Fortunati (Assoturismo): "400 tra baristi e ristoratori a rischio bancarotta, prorogare scadenze fiscali"

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“Circa 400 baristi e ristoratori dell’Umbria hanno dichiarato di essere a un passo dal default, una bancarotta inevitabile se non arriveranno aiuti concreti”. A parlare è Matteo Fortunati, presidente regionale Assoturismo Confesercenti.  “Le scadenze fiscali e il rincaro delle bollette stanno pensando in maniera enorme sulle spalle di baristi e ristoratori che sono a forte rischio chiusura - spiega Fortunati - I nostri imprenditori vengono da due anni difficili per colpa della pandemia e ora questa nuova emergenza rischia di avere effetti esplosivi. E’ vero che il Consiglio dei ministri ha varato nuove misure che potrebbero in qualche modo aiutare famiglie e imprese ma a mio parere non sono sufficienti: intanto l’unica soluzione pratica e immediata è quella di prorogare ancora le scadenze fiscali”. 

 

 

 

 

Da giorni gli operatori del settore fanno presente la situazione complicata in cui sono venuti a trovarsi: “Bar e ristoranti praticamente vuoti durante la settimana, un po’ meglio nel week end”. La ragione è triplice: da una parte c’è la ripresa dei contagi anche in Umbria, circostanza che costringe molti - pur asintomatici - a rimanere comunque chiusi in casa. Ci sono poi i rincari energetici che, a cascata, stanno determinando aumenti in tutti i settori. Secondo una stima dell’Unione nazionale consumatori, l’Umbria è la quarta regione in Italia per rincari con un aumento del costo della vita al 6% e un aumento medio della spesa per famiglia che si aggira attorno ai 1.409 euro e che arriva a 2.230 nel caso di un nucleo di quattro persone.

 

 

 

 

 

Chiaro che con gli stipendi che restano sempre gli stessi, le famiglie vanno a tagliare sul superfluo. Infine ci sono le immagini devastanti della guerra che arrivano nelle case e tolgono la voglia di uscire e divertirsi. Tolgono serenità e spensieratezza. Tutto questo va a incidere sui consumi. E i primi a risentirne sono proprio baristi e ristoratori, a loro volta stretti nella morsa dei rincari. Da qui l’appello di Assoturismo: “Almeno non fateci pensare anche alle tasse”.