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Umbria, effetto guerra sul commercio: negozi vuoti e vendite ko

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 L’effetto guerra travolge anche il commercio. “Stiamo vivendo un altro lockdown - evidenzia Carlo Petrini, presidente regionale Federmoda - I negozi sono quasi sempre vuoti e le vendite praticamente ferme. La ripresa della pandemia, i rincari energetici e le immagini strazianti che arrivano della guerra stanno creando un effetto esplosivo: la gente non ha voglia di comprare e marzo., che doveva essere un mese di ripresa e di rilancio per il commercio, si sta rivelando drammatico”. 

 

 

 


Le voci dei commercianti sono unanimi. “Abbiamo i negozi pieni di nuova merce ma le vendite sono praticamente ferme - racconta Cristian Braganti, titolare di un negozio di borse accessori a Città di Castello - Il caro bollette influisce sul badget delle famiglie che, ovviamente, rinunciano al superfluo. Noi ci salviamo un po’ con i regali ma la situazione è pesante. E pensare che vedevamo marzo come il mese della ripresa, di una parvenza di ritorno alla normalità”. 

 

 

 

 


 

 

 

Claudia Carducci, titolare del negozio Saint George di abbigliamento uomo a Piazza Umbra, il centro commerciale di Trevi, spiega che da quando la Russia ha attaccato l’Ucraina la situazione è precipitata. “Vediamo la gente uscire dal negozio di alimentari con i carrelli carichi di spesa - evidenzia - ma negli altri punti vendita entrano in pochi. Siamo quasi fermi”. Parla di una situazione estremamente complicata anche Massimo Baccari, titolare a Castiglione del Lago di un negozio di 1000 mq specializzato in calzature e abbigliamento sportivo e anche di un’attività ambulante. Baccari, che è anche vicepresidente Federmoda Umbria e vicepresidente Fiva, sindacato ambulanti, ha un quadro molto ben delineato della situazione. “Le famiglie hanno congelato gli acquisti - spiega - in una società evoluta come quella in cui viviamo, non c’è una esigenza reale di comprare, più o meno ognuno di noi ha tutto. Per cui si rinuncia a quello che diventa qualcosa in più. Abbiamo gli scaffali ancora pieni di merce e ne sta arrivando altrettanta nuova, bellissima. Ma al momento il mercato è stagnante, non si muove niente. C’è chi sta chiudendo il negozio a fine giornata con la cassa vuota”. Per Baccari gli effetti della guerra in Ucraina rischiano di farsi più pesanti di quelli del Covid. “Le imprese hanno potuto usufruire di sostegni per far fronte all’emergenza sanitaria - spiega - in questo caso, invece, non è previsto alcun aiuto. Gli imprenditori sono vittime del caro bollette, proprio come le famiglie”. A Terni il quadro non cambia. Alessia De Fez, titolare di un negozio di abbigliamento donna, spiega che il commercio ha improvvisamente subìto una battuta d’arresto. “E’ dura tirare avanti - racconta - e io ho anche una dipendente che non posso lasciare a casa”. A soffrire non è soltanto il settore della moda. Maurizio Minuti, presidente Euronics Italia, evidenzia che al momento dati statistici non ci sono. "L'impressione, però - afferma - è di una diminuzione registrata sia rispetto ai flussi di persone all’interno dei negozi che in termini di vendite".